Referendum, Cremaschi: “Fiom e Cgil? Speriamo non accettino sorta di ‘condominio’ tra il sì e il no"

24 maggio 2016 ore 13:32, Lucia Bigozzi
“Sarebbe grave se la Cgil per paura di troppa rottura col Pd, non assumesse la scelta esplicita del no al referendum”. La Fiom? “Il punto è capire se riuscirà a imporre la scelta del no al referendum costituzionale anche nella Cgil oppure se accetterà una sorta di ‘condominio’ tra il sì e il no dentro la Cgil”. Così, Giorgio Cremaschi, sindacalista ex Fiom, legge in controluce con Intelligonews la polemica tra il ministro Boschi e l’Anpi all'ombra del referendum costituzionale. 

Polemica Boschi-Anpi: cosa si aspetta dalla Cgil che oggi dovrebbe decidere la linea da tenere sul referendum costituzionale? 

"Non sono nel direttivo della Cgil, rilevo che anche l’Arci oltre all’Anpi, ovvero associazioni storicamente vicine al Pd hanno scelto per il no. Mi augurerei almeno lo stesso tipo di indipendenza. Sarebbe molto grave se la Cgil per paura di troppa rottura col Pd, non assumesse la scelta esplicita del no al referendum". 

Referendum, Cremaschi: “Fiom e Cgil? Speriamo non accettino sorta di ‘condominio’ tra il sì e il no'
Perché, secondo lei l’Italicum dovrebbe spaventare i lavoratori e i rappresentanti dei lavoratori?

"Dovrebbe spaventarli per quello che c’è scritto in un documento di un'istituzione bancaria internazionale, di cui l’Italicum è figlio ancora prima che di Renzi, cioè un documento che dice che per realizzare le politiche liberiste e cioè quelle contro le pensioni, lo Stato pubblico, i servizi pubblici, i contratti nazionali, bisogna mettere in discussione la Costituzione anti-fascista che dà troppi  poteri di opposizione ai sindacati, ai lavoratori, ai territori, agli enti locali. In altre parole, in questo disegno si immagina la necessità di una Costituzione autoritaria che permetta di fare le politiche liberiste contro il lavoro. Quindi i lavoratori devono essere spaventati dall’idea che ci sia al comando un uomo solo, senza opposizione, che risponda solo alle banche". 

Lei conosce molto bene il mondo e le dinamiche interne alla Fiom: come si comporterà rispetto alle indicazioni di voto ai propri iscritti rispetto al referendum costituzionale?

"Mi auguro, non per la Fiom e la Cgil ma per il bene della democrazia nel Paese, che Fiom e Cgil scelgano esplicitamente il no. Mi pare che la Fiom l’abbia già scelto; il problema semmai è di sapere se la Fiom riuscirà a ‘imporre’ questa scelta anche nella Cgil oppure se accetterà una sorta di ‘condominio’ tra il sì e il no dentro la Cgil. Non è più tempo di piccoli sotterfugi: alla fine la situazione è troppo grave. Ripeto: è in gioco la Costituzione repubblicana e antifascista del 1948 e ho detto anche il motivo, ovvero perché il sistema europeo, bancario, finanziario internazionale la vuole mettere in discussione. Aggiungo che ieri l’Fmi ha elogiato le riforme di Renzi ed è lo stesso che ha operato sulla Grecia; quindi non scherziamo… queste riforme servono a dare al potere politico il potere di distruggere i diritti sociali. Bisogna contrastare questo piano e occorre che i sindacati facciano la loro parte. Per ora l’unico sindacato che aderisce al Comitato per il no referendario è l’Usb: mi auguro che tutte le organizzazioni sindacali ne facciano parte". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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