"Sono il frocio, lo scemo e la troia": 'Un Bacio' di Cotroneo è contro ogni ghettizazione

24 marzo 2016 ore 15:36, Andrea De Angelis
A volte gli slogan penetrano dentro. Colpiscono i cuori, le anime. Le menti. Lo sanno bene i politici, ad esempio: indovinato lo slogan, vinte le elezioni. Funziona così anche nello sport, almeno in parte. E non poteva non riguardare anche il mondo del cinema. Un appello, quello a non avere paura, che ha caratterizzato ad esempio il pontificato di San Giovanni Paolo II. Quelle quindici lettere,"Non abbiate paura", hanno fatto il giro del mondo e oggi risuonano con una forza nuova, ancora più potente. 

Qui la paura è quella dei giovani, il timore di essere vittime del bullismo. L'omertà, ovvio, le va a braccetto. Un mix fatale per migliaia di piccole creature che rischiano di vedere la loro adolescenza rovinata, con ripercussioni drammatiche anche nell'età adulta. Un problema che coinvolge scuole e famiglie in primis, ma che approda anche sul grande schermo. Perché il cinema è sì spettacolo, ma anche e soprattutto cultura. Quella di cui può e deve nutrirsi una società.
Ha voluto tre volti nuovi: il diciottenne Rimau Grillo Ritzberger è Lorenzo, solare e sicuro di sé e del suo amore per il gigante fragile Antonio (Leonardo Pazzagli, 24 anni, l’unico non debuttante) e che riconosce in Blu (Valentina Romani, 19 anni), "quella che va con tutti", l’amica su cui contare. 
'Sono il frocio, lo scemo e la troia': 'Un Bacio' di Cotroneo è contro ogni ghettizazione
Con l'evidente volontà didattica di testimoniare e prevenire i fenomeni di bullismo tra gli adolescenti, arriva nelle sale'Un bacio' di Ivan Cotroneo, al cinema dal 31 marzo con Lucky Red. ''Un film - spiega il regista a Roma - che vuole far capire ai ragazzi di non avere paura, ma anche un messaggio che va a tutti i genitori''. "Sono il frocio, lo scemo e la troia" dice Cotroneo usando volutamente termini scorretti, ma purtroppo tanto diffusi. Lorenzo è un sedicenne gay, orfano, ha un passato di case famiglia e adozioni non riuscite; Blu è considerata una ragazza facile mentre Antonio è un tipo chiuso, senza amici e lacerato dalla perdita del fratello. Tre vite, tre solitudini diverse. Un'unica storia, firmata Ivan Cotroneo. 

"L'idea per il romanzo nasce da un fatto di cronaca, l'uccisione di Larry King un giovane americano omosessuale ucciso dal ragazzo che corteggiava - racconta Cotroneo - poi promuovendo il libro mi sono confrontato con tanti ragazzi su questi temi, il bullismo non solo omofobo ma anche sessista, basato sull'apparenza fisica, sulla classe sociale. Lavorando con la sceneggiatrice Monica Rametta è nato il personaggio di Blu che nel romanzo non c'era". 
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