90 anni da Dario Fo: Nobel, "blasfemia" e l'amore per Franca Rame - VIDEO

24 marzo 2016 ore 21:53, Micaela Del Monte
Compie 90 anni Dario Fo, nato il 24 marzo del 1926 a Sangiano, comune di poco più di mille abitanti in provincia di Varese. Da lì parte la storia di un'artista che diventerà famoso in ogni angolo del pianeta grazie a quel Nobel di cui parleremo tra un attimo. 

Chi è Dario Fo? Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano., ma soprattutto un giullare. Del resto il Nobel per la Letteratura vinto nel 1997 dal settantunenne artista italiano ebbe questa motivazione: "Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi". Parole che rappresentano al meglio un personaggio amato e odiato, compreso e ignorato, di certo scomodo. La scomodità del resto è propria dei grandi, di quegli artisti che non cercano il consenso, ma semmai di scuotere le coscienze. Trovando l'apprezzamento di alcune e il biasimo di altre, sia chiaro. Come capita quando non si ha davanti un moderato del palco, ma un tornado dello spettacolo. Un attivista appunto, per il quale l'ignavia è propria dei gironi danteschi, non certo del suo curriculum. 

90 anni da Dario Fo: Nobel, 'blasfemia' e l'amore per Franca Rame - VIDEO
Le polemiche, visto il personaggio, hanno fatto parte della sua vita. Di recente, ad esempio, ce ne è stata una con il Vaticano che gli avrebbe impedito di portare in scena presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma, uno spettacolo scritto dalla moglie Franca Rame nel gennaio di due anni fa. Ci fu un acceso dibattito con l'opinione pubblica che si divise in merito alla bontà di portare sul palco di un teatro di proprietà del Vaticano un artista considerato da parte dell'opinione pubblica blasfemo. Non sta a noi pronunciarci su questo, ma si tratta solo di una delle tante polemiche legate a Dario Fo. Un'altra, ad esempio, riguarda la sua milantanza nell'R.S.I., questione a lungo dibattuta che vedrò nel 2000 lo stesso Fo parlarne così al Corriere della Sera: "Aderii alla Rsi per ragioni più pratiche: cercare di imboscarmi, portare a casa la pelle. Ho scelto l’artiglieria contraerea di Varese perché tanto non aveva cannoni ed era facile prevedere che gli arruolati sarebbero presto stati rimandati a casa. Quando capii che invece rischiavo di essere spedito in Germania a sostituire gli artiglieri tedeschi massacrati dalle bombe, trovai un'altra scappatoia. Mi arruolai nella scuola paracadutisti di Tradate. Poi tornai nelle mie valli, cercai di unirmi a qualche gruppo di partigiani, ma non ne era rimasto nessuno". 

A noi piace ricordarlo con il discorso ai funerali laici della donna che lo ha accompagnato per una vita, Franca Rame. Parole che commossero i presenti e fecero il giro del web in pochissimo tempo. Un omaggio dovuto e toccante, con il garbo e la brillantezza propria dei grandi. 

 
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