Bruxelles, Kamikaze espulso: per Erdogan un 'warning' ignorato dal Belgio (che nega)

24 marzo 2016 ore 10:52, Lucia Bigozzi
C’è il precedente della Turchia a rendere ancora più inquietante la strage di Bruxelles. Nel 2015, giusto un anno fa, la Turchia aveva espulso uno degli attentatori che poi si è fatto saltare in aria seminando morte e terrore. La notizia rimbalza sulle agenzie di stampa e sui siti online dalla Turchia. A dare l’ufficialità all’elemento sconcertante che ancora di più punta i riflettori sulle falle del sistema di sicurezza e dell’intelligence belga è il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Dpa uno dei quattro uomini del commando sarebbe stato espulso da Ankara e accolto in Belgio. L’agenzia di stampa non specifica il nome dell’attentatore ma si limita a indicarne genericamente la presenza tra i quattro che hanno messo bombe in aeroporto e nella metropolitana della capitale d’Europa. 

Bruxelles, Kamikaze espulso: per Erdogan un 'warning' ignorato dal Belgio (che nega)
E’ il sito web del giornale turco Sabah, ad avanzare il nome: sarebbe Ibrahim El Bakraoui, che si è fatto esplodere a Zaventem. Erdogan è stato chiaro: “Il Belgio lo ha rilasciato nonostante la nostra allerta” sul fatto che fosse un “combattente terrorista straniero”, spiegando poi che l’uomo era stato arrestato in una zona della Turchia sudorientale, a Gaziantep, vicino al confine con la Siria. Il presidente turco, aggiunge un altro dettaglio: l’uomo sarebbe stato espulso dalla Turchia (un warning era stato emesso) a luglio dello scorso anno dopo essere stato fermato dalle autorità turche. Insomma secondo la versione turca, il Belgio non avrebbe considerato il warming di Ankara. Infine un altro dettaglio che Erdogan dice nel corso della conferenza stampa insieme al presidente della Romania Klaus Iohannis: le autorità olandesi erano state informate della vicenda. Ovviamente il Belgio respinge la segnalazione di Erodogan che apre uno scenario inquietante sull’efficienza dell’Intelligence belga, al punto che il ministro della Giustizia, Koen Geens, ha negato che il suo paese abbia ignorato l’allerta della Turchia su El Bakraoui. In un’intervista all’emittente Vrt, Geens ha affermato che l’uomo non aveva commesso reati di stampo terrorista in territorio belga e che era stato espulso dalla Turchia come delinquente comune. Non solo: il ministro ha aggiunto che stando alle informazioni di cui dispone, El Bakraoui era stato espulso verso l'Olanda e non il Belgio. Una nuova guerra di nervi? La vicenda resta ancora da chiarire e su questo le autorità olandesi e di Bruxelles stando lavorando ma certo, riporta in primo piano la questione dei “warming” talvolta ignorati dai servizi segreti di alcuni Paesi, dove poi a distanza di tempo si contano i morti negli attacchi terroristici. Come, ad esempio, uno dei terroristi del commando che assaltò gli aerei e li fece esplodere contro le Torri Gemelle, a New York: era il 2001. 
autore / Lucia Bigozzi
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