Bruxelles, da oggi l'italiana Patricia è ufficialmente dispersa: resta solo la prova del Dna

24 marzo 2016 ore 10:55, Lucia Bigozzi
Da oggi è ufficialmente “dispersa”. Si chiama Patricia Rizzo, è italiana e di lei non si hanno più notizie da quando la bomba sulla metropolitana ha scatenato morte e terrore. Probabilmente la donna stava sulla metro a Maalbeek, come ogni mattina, per andare al lavoro: è il sospetto che gli investigatori nutrono a due giorni dagli attentati, gli stessi dai quali di lei non si hanno più notizie. I parenti e gli amici la stanno cercando ovunque, hanno già battuto ospedali e Pronto Soccorso e lanciato post sui social network, ma finora senza esito. Proprio su Facebook è il cugino Massimo Leonora a chiedere aiuto al popolo del web: indicazioni, segnalazioni, qualunque cosa che possa essere utile a rintracciarla. Oggi la Farnesina la considera ufficialmente tra i dispersi della strage nella metropolitana: un segnale che non fa ben sperare anche perché al ministero degli Esteri si ritiene probabile l’eventualità di una vittima italiana, appunto individuabile in Patricia Rizzo. I familiari della donna sono già a Bruxelles per eseguire le pietose e complicate operazioni di riconoscimento delle vittime ma anche effetti personali, oggetti e tutto quello che è possibile trovare tra ciò che resta della stazione e della metropolitana. 

Bruxelles, da oggi l'italiana Patricia è ufficialmente dispersa: resta solo la prova del Dna
Certo è che per avere una risposta chiara e definitiva bisognerà ricorrere al test del Dna: sarà quello la prova per capire se tra i resti delle vittime della metropolitana, ci sono quelli dell’impiegata italiana che aveva la doppia nazionalità e che recentemente era stata in Italia per partecipare a un convegno organizzato dall’Agenzia europea per conto della quale lavorava. E’ l’ambasciatore Vincenzo Grassi a spiegare (nella conversazione con il Corsera) che “per trovare risposte certe, i tempi non sono rapidi: esaurita la procedura tecnico-medica, con la valutazione degli elementi forniti dai familiari e l’eventuale prelievo del dna per il confronto, c’è ancora la procedura legale per cui soltanto il procuratore federale, che riceve il responso delle analisi, autorizza la loro comunicazione alle famiglie e, nel caso di cittadini stranieri, alle ambasciate”. Il legame di Patricia con l’Italia era molto stretto e la sua famiglia ha una storia di emigrazione che parte dalla Sicilia: furono infatti i nonni a lasciare l’isola e a raggiungere il Belgio per lavorare nelle miniere. I genitori, invece, vivono in un centro della Vallonia da dove attendono la risposta definitiva sulla sorte della figlia. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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