Esclusiva, "La tragedia di Bruxelles, la passione dell'Europa": parla Paolo Brosio

24 marzo 2016 ore 12:13, Marta Moriconi
Pubblichiamo in esclusiva la riflessione a cuore aperto di Paolo Brosio, che si prepara questa sera all'ultima trasmissione in onda per questa stagione de La Strada dei Miracoli di Saffiria Leccese alle ore 21.10 sulla Passione di Gesù. Passione che è simbolo di quel Calvario che la nostra civiltà sta affrontando, senza più le armi della fede. I fatti di Bruxelles e quell'Europa "fragile" anche nei valori, porta il giornalista a chiedere un ritorno necessario alle radici cristiane. 

"Cari amici,
è un momento difficile, drammatico dove il dolore ha attraversato l'Europa, dalla Spagna al cuore delle istituzioni, in Belgio, a Bruxelles, sede del Parlamento. In Spagna, giovani vite di studentesse universitarie, sono state spezzate da un destino tragico.
A Bruxelles ci ritroviamo a piangere lacrime amare a causa della furia cieca dell'integralismo musulmano, un terrorismo spietato, una vera e propria guerra annunciata e consumata a tutto il mondo occidentale. E' in gioco la nostra stessa esistenza, uno stile di vita, una cultura, le nostre radici storiche, la nostra Fede Cristiana che non è solo religione ma vera e propria cultura che affonda le radici nel nostro passato e nella vita dei nostri antenati. Fa parte della tradizione viva delle nostre famiglie, dei nostri figli e dei nostri nonni.
Esclusiva, 'La tragedia di Bruxelles, la passione dell'Europa': parla Paolo Brosio
 
Non dimentichiamolo mai perché altrimenti cancelliamo il nostro codice genetico. Ed ora è in gioco anche la stessa esistenza di chi vuole una vita pacifica d'integrazione fra diverse etnie e religioni.
Si vogliono spezzare i fragili equilibri di chi crede in un solo Dio, Padre di tutti. Di chi crede che sia possibile convivere, lavorare, pregare rispettando la Fede degli altri.
Sono in gioco i principi basilari della democrazia e del rispetto reciproco e dei valori cristiani e delle altre religioni moderate. Ormai non vi sono più dubbi, la grande offensiva del Califfato è scattata in modo organico, organizzato e premeditato nella nostra vecchia cara Europa, che ha dato a tutti la possibilità di venire a vivere qui, nelle nostre nazioni, con i nostri diritti, ma molti si sono dimenticati che ci sono anche da rispettare i doveri e gli obblighi.
Sarà il caso, forse, di ricordare a tutti che è venuto il momento di essere inflessibili nel far rispettare i doveri e che questo Parlamento Europeo e quello dei singolo Stati comincino a promulgare leggi severe di prevenzione con la possibilità di monitorare in modo categorico tutti gli ingressi nell'Unione Europea, per isolare i criminali e tendere invece la mano ai profughi che fuggono dalla guerra.
Se non si distingue la gramigna dal grano, il rischio è di far entrare i demoni dell'Isis e del terrorismo islamico nell'Europa. Le ultime informazioni dai servizi segreti dell'Iraq e degli Stati Uniti nonché dal controspionaggio turco ci dicono chiaramente che 400 jihadisti con falsi passaporti siriani sono già entrati in Europa e aspettano solo il momento migliore per far scattare un attacco multiplo e simultaneo in più capitali europee.
Questa sera, giovedì 24 marzo, c'è la puntata della Strada dei Miracoli, rimandata per lasciar spazio ad uno speciale sugli attacchi a Bruxelles. A Rete Quattro si parlerà della Passione di Gesù proprio alla vigilia del Triduo Pasquale che ci annuncia la morte e la resurrezione del Nostro Signore.
Visto l'aria che tira in tutta Europa e vista la tremenda situazione che stiamo vivendo, credo di poter affermare che la Passione dell'Europa sarà un po' più lunga di quel Venerdì di Gesù cominciato nella notte al Getsemani. Per noi Europei si apre un periodo estremamente complesso, drammatico e i tempi della Resurrezione si allungheranno sicuramente nel futuro. Il Venerdì sarà lungo e il nostro Calice molto amaro.
Non ci rimane che mitigare questa situazione e attenuare le conseguenze di questa guerra, della crisi economica e dei disastri ambientali con la preghiera e il digiuno. Approfittiamo di una data e di una coincidenza straordinaria: domani è la Passio Christi ma è anche il 25 marzo che è l'Annunciazione e l'Incarnazione di Gesù nel ventre di Maria. E' accaduto solo nel 25 marzo 2005. E' una coincidenza che non possiamo mancare fra Passione-Redenzione e Incarnazione. Si può godere dell'Indulgenza Plenaria e, altra straordinaria coincidenza, proprio nell'anno della Misericordia, quindi dell'Indulgenza. Lo sapranno i belgi? E' meglio farglielo sapere poiché dai dati statistici emerge che i cattolici cristiani praticanti in Belgio sono solo il 12% mentre i musulmani praticanti rappresentano il 19% delle confessioni religiose. Retaggio questo della scelta di Re Baldovino negli anni '70 di barattare il petrolio dell'Arabia Saudita in cambio dell'introduzione dell'islam nelle scuole del Belgio e dei luoghi di culto islamici.Quanti di questi oggi sono moderati? Quanti di questi a Molembeek rispettano il dono della vita e ottemperano agli obblighi delle leggi occidentali? A giudicare dai disastri di Parigi e di Bruxelles questa politica ha fallito perché le ultime generazioni hanno scelto la strada della violenza abbandonando la via della moderazione.
Allora dobbiamo tornare alle radici cristiane che sono state abbandonate per seguire altre strade. Sì a tutti i luoghi di culto ma senza dimenticare le nostre radici e la nostra Fede. Torniamo a pregare. Lo dice il Vangelo, lo dice da 35 anni la Madonna a Medjugorje. Non basta il tempio della politica europea, non basta la banca europea, ci vuole il tempio di un Dio Cristiano che è stato abbandonato. Gli equilibri sono necessari anche fra le religioni.
Dobbiamo ritornare a Dio e farebbero anche bene i nostri politici e quelli di un'Europa che stenta a trovare un'identità comune a ricordarsi di rispettare i principi inviolabili dei Comandamenti nelle leggi italiane ed europee, altrimenti le conseguenze saranno devastanti.
Come possiamo pretendere che l'Eterno Padre ci aiuti se lo abbiamo dimenticato e non solo: lo stiamo allontanando volontariamente dalle scuole, dalle istituzioni, dai Parlamenti e ora, nel periodo di Pasqua, rifiutiamo anche le Sue benedizioni quando la stragrande maggioranza dei nostri figli e delle nostre famiglie sono tutte cattoliche. Quando si votano leggi a favore di eutanasia, aborto, disgregazione della famiglia e quando si allarga il concetto di famiglia a chi non è padre e madre, che cosa si pretende?
Nessuno vuole imporre una benedizione a chi non crede, ma perché mai dovremmo rinunciarci noi se qualcuno ce lo impone? Questa cultura e questo atteggiamento mentale è più pericoloso delle bombe dell'Isis ed è il contesto ambientale ideale nel quale possono germinare e moltiplicarsi i jihadisti infatuati perché trovano, nel laicismo esasperato e nel liberismo economico che bada solo al profitto, un perfetto contesto per muoversi liberamente e colpire a piacimento.
Quando una sfera religiosa cade in disgrazia, proprio come in Belgio e in Francia dove tante Chiese cattoliche vengono sconsacrate e comprate per farci locali notturni o luoghi di culto incontrollati di altre religioni, è facile sostituirla con i fanatici di un'altra fede che non rispettano le regole della democrazia e del dono divino della vita. Siamo noi che siamo deboli nella Fede e nei valori cristiani, fondamento della storia dell'Europa.
Esclusiva, 'La tragedia di Bruxelles, la passione dell'Europa': parla Paolo Brosio
Il miglior antidoto agli attacchi dell'Isis è di far vedere che noi siamo cristiani autentici e veri, altrimenti è la fine
. Non bastano gli eserciti, non bastano le bombe atomiche, non bastano i muri e i reticolati, ci vuole il ritorno ad una Fede autentica, vera e piena di entusiasmo. La laicità esasperata e il liberismo indiscriminato dell'economia hanno fallito gli obiettivi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo tolto anima e spiritualità all'Europa e l'abbiamo riempita di principi materialistici, fondati su un'economia che privilegia i ricchi e impoverisce i poveri.
Il problema è uno solo: nonostante un grande Papa, come Papa Francesco, questa Fede non c'è più da anni ed infatti spesso chi torna da Medjugorje viene preso per fanatico nel deserto spirituale di molte delle nostre Chiese ed invece quello non è fanatismo, bensì si tratta di entusiasmo autentico.
Quando si rifiuta Dio ci si mette nelle mani del Male. Eppure proprio noi nella nostra cara e vecchia Europa mettiamo continuamente in dubbio l'esistenza del Demonio e molto spesso, in omaggio ad una laicità esasperata che sta diventando una vera e propria dittatura culturale, abbiamo preso Dio e lo abbiamo messo all'ultimo posto della classifica dei nostri desideri e delle nostre ambizioni.
Un esempio? Andate a Bologna e guardate cosa è successo: preti cattolici delle parrocchie della Chiesa Apostolica Romana cacciati fuori dai consigli d'istituto che ritengono la benedizione un insulto alla loro cultura.
Ma quale cultura? Ma che cultura è questa che ci impone una pulizia culturale, una dittatura delle idee? Come possiamo lamentarci se poi Dio non ci tende la mano?
Lui ci ama talmente tanto da darci la libertà di scegliere il nostro destino e le nostre strade.
Cari amici, queste riflessioni mi sono venute nel cuore guardando le immagini delle tragedie di questi mesi.
A tutti lancio questo appello.
Approfittiamo di questo periodo di morte e resurrezione di Gesù per iniziare un cammino di Fede forte, ancora più intenso di prima. La nostra preghiera deve essere accorata e sgorgare dal Cuore, nelle nostre case, coi nostri famigliari e poi tutti insieme nelle Chiese.
Torniamo a Dio, da soli non ce la potremmo mai fare. E' un dovere per noi cattolici tornare ad un profondo impegno politico, civile, sociale e culturale. Nono possiamo più stare affacciati alla finestra a guardare la fine della nostra società".
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