Bruxelles, T. Capuozzo: "Inutili controlli fuori da aeroporti. Serve Intelligence infiltrata nelle cellule"

24 marzo 2016 ore 12:53, Lucia Bigozzi
“Nuovi possibili attentati? C’è da aspettarselo sempre. I controlli fuori dagli aeroporti non servono, manca un’Intelligence che si infiltri nelle cellule terroristiche e le comunità islamiche devono considerare il terrorista come un nemico prima di tutto per loro e non solo come uno che le mette in cattiva luce”. Tre concetti che Toni Capuozzo, giornalista, scrittore, esperto di scenari geopolitici richiama nella conversazione con Intelligonews sul post-attentati a Bruxelles. 

La minaccia di nuovi attentati nelle telefonate dei complici di Najim che dicono “colpiremo ancora”. Qual è la sua valutazione?

«Mi pare scontato. Credo che solo gli illusi possono pensare che i terroristi non torneranno a colpire. La minaccia di attentati c’è da aspettarsela sempre, ovviamente in Belgio sono più esposti perché lì c’è una rete di omertà, di complicità che rende la situazione più agevole»

Bruxelles, T. Capuozzo: 'Inutili controlli fuori da aeroporti. Serve Intelligence infiltrata nelle cellule'
Tra le misure di sicurezza allo studio, c’è quella dei controlli già fuori dagli aeroporti, come accade a Tel Aviv. Cambia il nostro modo di vivere? E in che modo?

«Cambia nel senso che quanto accaduto oggi ma anche in passato complica il nostro modo di vivere, la nostra quotidianità ma il problema non si risolve così. Se fai i controlli all’esterno degli aeroporti creerai code infinite di passeggeri in attesa che già di per sé diventerebbero un obiettivo sensibile e ottimo per i terroristi che vogliono colpire. Il problema vero è la mancanza dell’Intelligence non solo relativamente allo scambio di informazioni tra Paesi, bensì manca l’attività di infiltrazione dentro le cellule terroristiche. Deve cambiare anche la battaglia culturale all’interno delle comunità islamiche affinchè arrivino a considerare il terrorista un loro nemico in primis, e non uno che li mette in cattiva luce. Il terrorismo in Europa lo combatti ovviamente con i controlli alle frontiere ma anche e in particolare con le infiltrazioni, con un’attività investigativa di carattere preventivo: puoi proteggere di volta in volta uno stadio, un concerto, ma qualunque luogo o situazione possono essere a rischio in qualsiasi momento»

Beppe Severgnini sul Corsera osserva che l’Occidente avrà pure le sue colpe ma noi non siamo come i terroristi. C’è’ un dato interessante: 41 attacchi in 7 giorni. Tutta colpa dell’Occidente oppure siamo troppo critici con noi stessi?

«Credo che sia il vecchio vizio catto-comunista di guardare sempre a noi stessi. Voglio citare un aneddoto di un mio amico iracheno, musulmano, non violento, che se la prese quando parlavamo del film di Michael Moore ‘Fahrenheit 9/11’ dove si assegnava alla Cia la responsabilità dell’11 Settembre e mi disse: voi occidentali siete così concentrati su voi stessi che occupate il mondo dalla a alla z, con tutti i ruoli in commedia; non ci lasciate neanche il diritto di avervi fatto l’11 Settembre. Ovviamente lui dissentiva dall’attacco terroristico ma indicava il vecchio vizio di un Occidente che si guarda l’ombelico. Dopodichè l’Occidente ha le sue responsabilità ma è altrettanto vero che in qualche modo bisogna anche riconoscere la dignità del nemico nella sua conformazione autoctona»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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