Pasqua senza danni: come e quanto mangiare uova e colombe

24 marzo 2016 ore 13:35, Luca Lippi
Pasqua è ormai alle porte, e per molti è l’occasione per lasciarsi andare alle golosità e a qualche sforamento rispetto alle abitudini quotidiane soprattutto alimentari. A tale proposito, gli specialisti non vietano (anche perché sarebbe inutile) il consumo di prodotti tipici di questa ricorrenza annuale, ma di sicuro richiamano l’attenzione dei consumatori sulla scelta dei prodotti da consumare.
Quindi pronti a consumare colombe e uova pasquali ma con un occhio alla qualità (la quantità e sottointesa). 
L'area sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (Mdc) ha stilato due schede con consigli utili per acquistare colomba e uova di Pasqua con consapevolezza. Ispirandoci a questi consigli per la scelta proviamo a dare qualche consiglio.

Pasqua senza danni: come e quanto mangiare uova e colombe
Uova di cioccolato: ovviamente è molto importante cercare di individuare la quantità di cioccolato presente; se la qualità del cioccolato (per i meno esperti) è più complicato da individuare, almeno la percentuale di cioccolato deve essere idonea a garantire un minimo di genuinità e ridurre al minimo il rischio di ingerire materia non propriamente “prima”. La dizione "cioccolato puro" è riservata al prodotto senza oli tropicali o altri grassi vegetali, in caso contrario l'etichetta deve riportare l'espressione "contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao". Nel caso del "cioccolato al latte" si intende invece il prodotto ottenuto da prodotti di cacao, zuccheri e latte o prodotti derivati dal latte. 
Le uova fondenti devono contenere almeno il 35% di sostanza secca totale di cacao e almeno il 18% di burro di cacao e non meno del 14% di cacao secco sgrassato. Le uova al cioccolato al latte devono contenere almeno il 25% di sostanza secca totale di cacao, il 14% di sostanza secca totale di origine lattica e il 25% di materie grasse totali. Se il prodotto contiene una percentuale di grassi fino al 5%, sull'etichetta deve essere riportata in evidenza la dicitura "contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao".

Colomba pasquale: Secondo il Decreto del 22 luglio 2005 (Ministero delle Attività Produttive e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) la denominazione "Colomba" è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma irregolare ovale simile alla colomba, una struttura soffice ad alveolatura allungata, con glassatura superiore e una decorazione composta da granella di zucchero e almeno il 2% di mandorle, riferito al prodotto finito e rilevato al momento della decorazione. I prodotti venduti direttamente nei laboratori possono essere commercializzati senza etichetta purché sul banco di vendita un cartello o un registro indichino la denominazione di vendita e la lista degli ingredienti. Che dire degli ingredienti? E’ come comperare del pane, siamo in grado di individuare l’artigianalità della lavorazione, la provenienza delle farine e dei tipi di lieviti e le modalità di cottura? E che dire delle uova? È un mondo talmente “inesplorabile” che forse sarebbe meglio dedicarsi alla vecchia tradizione di confezionare i dolci tipici del periodo (a seconda delle tradizioni regionali) direttamente in casa, come un tempo, è aria di festa anche questo.

Massima attenzione per le uova di cioccolato questo sì, perché l’uovo di cioccolato è particolarmente ricercato dai bambini, riguardo la colomba, in genere è uno strumento utilizzato per offrire un presente, e se mai doveste riceverne una, consumarne il boccone per la “tradizione” e offrire generosamente cercando di diluire più che possibile il danno.

autore / Luca Lippi
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