Programma Pdf, Torriero: "Viva i sovversivi del Bene Comune e i rivoluzionari della normalità"

24 marzo 2016 ore 14:36, Fabio Torriero
Chi cercava di collocare a priori il programma del Popolo della Famiglia per le prossime amministrative, sarà rimasto deluso. E ora, col suo varo ufficiale, ne abbiamo le prove.
E’ un programma originale che non può essere assolutamente inquadrato con le lenti con cui si leggono solitamente i programmi di tutti i partiti storici, preistorici o post-storici.
Programma Pdf, Torriero: 'Viva i sovversivi del Bene Comune e i rivoluzionari della normalità'
Guardando ai contenuti, infatti, nessun appiglio alla macchiettizzazione, né alla demonizzazione ideologica: nessuna conferma dei cartoni animati inventati ad arte dai media e da certa cultura di Palazzo (si legga prodotto percepito), per ridicolizzare, denigrare ed eliminare quel mondo, che il Pdf si pone l’obiettivo di rappresentare, da oggi in poi, piaccia o non piaccia. 

Apriti cielo (scorrendo i suoi punti): nessun livore omofobo, né ricette “esclusive”, nel senso che escludono, o incitano alla violenza, alla prevaricazione, alla discriminazione, alla crociata “cattolica”. Un programma “pro” e non “contro”. Nessuna eresia dottrinaria o follia personalistica, così tanto per tranquillizzare la coscienza dei “detrattori a prescindere” del fuoco amico, dei timorosi della propria ombra (cattolici decaffeinati), o degli appartenenti al partito della “misericordia snob”. E niente cibo nemmeno per gli invidiosi, che amplificano sin dalla notte dei tempi, il famoso motto: non c’è peggior nemico di chi fa il tuo stesso mestiere. Ma per carità, ognuno è libero di avere le proprie idee, ma anche nel diritto naturale c’è chi “è avanguardia” e chi “retroguardia”. Ma spettatore no. Almeno si abbia la serenità, la lungimiranza e l’onestà intellettuale di andare tutti insieme (il vero nemico è Robespierre, il laicismo, è Frankenstein, il gender, la secolarizzazione). 

Tutti insieme non aspettando la legittimazione alta delle strutture ecclesiastiche, il sì di vescovi “neo-piloti”, specialmente dopo il Family Day (è stata la Cei che ha inseguito la piazza). E non aspettando neanche il sì di una vecchia classe politica di professionisti cattolici in Parlamento, che ormai (salvo lodevolissime eccezioni), hanno fatto il loro tempo; nomenklatori unicamente impegnati a riciclarsi (succhiando linfa vitale alle piazze San Giovanni e del Circo Massimo), o al massimo restaurare, resuscitare, vecchie formule partitiche (modello Alfano 2.0), dove i cattolici e tutti i difensori delle battaglie antropologiche diverrebbero inutile e sterile minoranza.
Venendo ai contenuti del programma, il Pdf si è presentato in modo “tradizionale” e “rivoluzionario”. Nelle forme è rivoluzionario: superando a monte ogni stucchevole dibattito tra i fan del partito e del movimento cattolico e i fan della soluzione interpartitica: c’è un modo “terzo” di essere identità: un soggetto politico-movimento unitario che partecipa direttamente alla vita pubblica e politica, che scende in piazza e va alle urne, si mobilita per i temi antropologici e civili (che poi sono la stessa cosa), che “ama la patria come la sua famiglia e la famiglia come la sua patria”.
Sul piano culturale è un equilibrato e importante mix tra la dottrina sociale della Chiesa, fonte inesauribile dell’identità cristiana (Verità e Misericordia), e l’esperienza politica italiana (ma anche europea) naturalmente aggiornate, del Partito popolare di don Sturzo e della Dc, soggetti politici figli però, del loro tempo. Un tempo che non c’è più.
C’è un modo diverso oggi di essere grillini, di essere “antipolitica dal basso”, di essere quella società civile (la società naturale di massa) che si è vista al Family Day (e che magari ha smesso di votare), e non la società incivile, disperata, che vive chiusa nelle proprie monadi autoreferenziali, anaffettive, autocentrate, abitando la città delle pulsioni dell’io, dove muore ogni relazione, ogni senso della polis? Si può essere altro dall’attuale destra e sinistra, dall’attuale civismo leccato e di plastica da cine-panettone; si può essere altro dal moralismo giustizialista, dal populismo egoista e razzista e altro, e distanti anni luce dalla dittatura del pensiero unico? Del laicismo giacobino, dei falsi miti di progresso?

Sì, è la formula che si evince dal programma del Pdf: un breviario tematico (il consenso è sui temi, non sulle ideologie), basato sull’unica chiave d’accesso alla realtà, alla polis, alla res-publica, che è la famiglia, intorno a cui ricostruire un nuovo tessuto connettivo.
Questa è la prima sostanziale qualità del documento. Che rovescia le critiche relative alla “formula monotematica”, come mito incapacitante. E’ al contrario, l’apripista di un nuovo modo di concepire e declinare la politica amministrativa, alta e bassa. Nemmeno la Dc è riuscita a fare tanto.
L’economia, l’ecologia, l’educazione, la giustizia, l’impresa, la libertà, la vivibilità, la sicurezza, la sanità, il fisco, l’istruzione, la sussidiarietà, sono materie separate o ruotano intorno alla famiglia? Ecco il collegamento programmatico omogeneo.
Le altre liste sicuramente sciorineranno meravigliosi, utopistici programmi escatologici (nel senso laico): ma sono un inganno, tra l’altro reiterato negli ultimi 30 anni (con i risultati che abbiamo visto, dallo sfascio alla criminalità organizzata delle tangenti): chi è per il traffico, per l’inquinamento, per il caos cittadino, la violenza, i furti, i disservizi? Ovviamente nessuno.    
Il secondo merito è il superamento di ogni vecchia categoria ideologica: liberali-socialisti, liberisti-sociali, europeisti-nazionalisti, laici-cattolici.
Le analisi-proposte del Pdf enucleano una concezione della vita per tutti calata nelle pubblica amministrazione: ad esempio, il patriottismo attualizzato “nel bene comune”. Non è un tema ponte tra destra e sinistra? Non è un vero terreno di consenso trasversale? Da cui discende sul piano sociale ed economico (altro punto) il Welfare partecipativo (l’autogestione della società), che “nasce dalla combinazione di solidarietà e sussidiarietà” e la Big Society (la sussidiarietà locale)?
 La “Xenofilia compatibile con la dignità della persona umana a 360 gradi” (diritto al lavoro, ai ricongiungimenti familiari per i migranti e diritto di sicurezza per chi ospita), non è un modo moderno di oltrepassare gli steccati, le sterili dicotomie “italiani vs immigrati”? “Identità vs polverone planetario multiculturale”? La sicurezza è di destra o di sinistra? Anche qui, superate le vecchie contrapposizioni: nessuno scontro tra la repressione e il buonismo: c’è la terza via della dottrina sociale della Chiesa portata nella nostra vita concreta: “Sicurezza come lotta al crimine, ma anche come lotta alla violenza sessuale, alla diffusione delle droghe, ai promotori della cultura dello sballo, al doping sportivo, al teppismo negli stadi, al degrado di città e beni culturali, al gioco d’azzardo”.
Emerge anche dai punti programmatici, un nuovo modo di ri-articolare il pubblico. Uno Stato non “più al massimo” (come per lo Stato assistenziale, o deificato di tristi memorie dittatoriali), non “più al minimo”, ossia uno Stato come mero dispensatore di servizi, come neutro e neutrale vigile urbano che fa passare tutto e il contrario di tutto (come una certa cultura iper-liberista pretendeva di trasformare), ma uno “Stato che cura e che ha cura”, che sa equilibrare (in quanto ente che garantisce il bene comune, l’interesse generale), il giusto rapporto tra l’imprenditoria privata e la destinazione pubblica della sua mission (come la sanità, la scuola, l’istruzione, il diritto alla casa). Nel quadro di una bio-economia equilibrata (primato dell’equità e della giustizia sociale) che ruota intorno alla famiglia “che fa impresa”, alle “imprese familiari” (modello italiano delle Pmi), e osteggia il grande capitalismo delle speculazioni finanziarie. 
Famiglia centrale nella ricomposizione della stessa polis (dalla tutela della vita al quoziente familiare).
E ancora: sburocratizzazione, sovvenzione della disoccupazione, flessibilità che non deve diventare precarietà e altro. 
Leggendo il programma del Pdf abbiamo scoperto che la dottrina sociale della Chiesa, se opportunamente decodificata, sa essere di una modernità esemplare (senza mutuare nulla, né dal socialismo, né dal liberalismo). 
E abbiamo scoperto che ancora oggi, da cattolici e da persone sensibili alla lotta contro le mode e i dogmi mortiferi della “società radicale di massa”, si può essere dei “Sovversivi del Bene comune”, “Terroristi del buon senso” e “Rivoluzionari della normalità”.

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