Roma, Rampelli (FdI): "Ma quale Marchini! Se Berlusconi vuole il centrodestra è con Meloni e Salvini"

24 marzo 2016 ore 15:36, Lucia Bigozzi
“Se sarà possibile ricostruire un rapporto con Bertolaso, Berlusconi lo farà insieme a Meloni e Salvini”. Così Fabio Rampelli, capogruppo di FdI a Montecitorio, legge l’opzione di cui si parla, ovvero di un possibile ticket Bertolaso-Marchini ma con quest’ultimo sindaco. Nella conversazione con Intelligonews allarga l’analisi allo stato di salute del centrodestra, partendo dalla battaglia per Roma. 

Come valuta l’indiscrezione di Dagospia in base alla quale Berlusconi starebbe valutando di convergere su Marchini sindaco di Roma “sacrificando” Bertolaso nel ruolo di super-manager? 

«Sono scenari che lasciano il tempo che trovano. Berlusconi è comunque una personalità fondamentale del centrodestra, essendone stato il fondatore, e sono sicuro che se sarà possibile ricostruire un rapporto con Bertolaso, lo farà insieme a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ricompattando un centrodestra su elezioni amministrative che hanno anche un chiaro valore politico e servono a consolidare il fronte anti-Renzi in vista delle politiche »

Roma, Rampelli (FdI): 'Ma quale Marchini! Se Berlusconi vuole il centrodestra è con Meloni e Salvini'
Sì ma la ritiene un’opzione verosimile, ne ha sentito parlare? 

«Se le dico tute le cose che ho sentito a lei faccio venire il mal di testa e io a raccontarle perderei il tempo che non ho. 

Un centrodestra così frammentato non rischia di essere ulteriormente punito dai cittadini nelle urne?

«I cittadini aspettano soluzioni ai problemi con i quali sono costretti a confrontarsi quotidianamente. Noi non ne possiamo più di queste considerazioni di ‘alta politica’ che sentiamo ormai da un mese e non intendiamo più parlare di politologia da quattro soldi perché c’è bisogno che qualcuno dia risposte chiare su decoro urbano, degrado, buche sui marciapiedi oltrechè nelle strade, periferie in stato di abbandono, problemi legati alla sviluppo e alla crescita per dare nuove opportunità ai giovani»

Sicurezza a Roma: cosa cambia anche dopo gli attentati di Bruxelles e come questo tema entra nella sfida per il Campidoglio?

«Sicuramente esiste un’emergenza terrorismo, ma a Roma la guardia da parte delle forze dell’ordine e della prefettura è sempre stata molto alta, anche perché siamo dentro l’anno Santo. Ci auguriamo che Roma rimanga immune dagli attentati e tuttavia a livello nazionale e dunque anche per la Capitale, abbiamo detto al premier Renzi, al ministro dell’Interno Alfano e degli Esteri Gentiloni che è indispensabile consolidare le forze dell’ordine: significa modernizzare gli equipaggiamenti, aumentare il personale per renderle competitive rispetto a qualunque tipologia di assalto ad esempio come quello al Bataclan dove il livello tecnologico dei terroristi era di gran lunga superiore a quello degli uomini delle forze dell’ordine. Ma c’è bisogno anche di un’offensiva culturale e qui parafraso Renzi… ».

Si sta “renzizzando” anche lei? 

«No, per carità! Dico offensiva culturale intendendo un’azione concreta, seria, non uno scioglilingua culturale alla Renzi. L’offensiva culturale di cui parlo prevede di distinguere gli immigrati che arrivano da noi e significa che non si può far finta di niente. Occorre verificare se le persone che vengono qui hanno intenzione di vivere rispettando i nostri valori, le nostre regole, le nostre conquiste sociali; altrimenti non possono stare con noi. Basta con questo buonismo che ha fatto e sta facendo solo danni»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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