Caso Varani, Mancuso: "Un'analisi onesta e seria sul mondo del chem-sex"

24 marzo 2016 ore 17:04, Andrea De Angelis
Continua a far parlare di sé il caso Varani e sono in molti a interrogarsi sulla reale pericolosità dei festini, pubblici o privati, a base di droga e sesso. IntelligoNews ne ha discusso con Aurelio Mancuso, presidente di Equality...

Oggi Dagospia apre così: "Etero? Gay? Fluidi? L'unica certezza del delitto Varani è la droga". Condivide?
"Sì, non è una questione di orientamento sessuale, ma di uso di sostanze che o abbassa completamente l'attenzione rispetto alle proprie pulsioni e per esempio non si usano preservativi, o porta come accaduto a una totale perdita del senno". 

L'utilizzo di queste sostanze ha lo stesso effetto su tutti, o in certi ambienti c'è una sorta di overdose da coinvolgimento? Lo stare insieme moltiplica gli effetti? 
"La droga è droga, però associata all'alcool e socializzata dalle discoteche fino ai club con la musica, esalta naturalmente gli effetti. Ci sono studi scientifici su questo, la folla esalta tutta una serie di situazioni. E vorrei sottolineare come certi danni rimangono perennemente nel cervello. Poi venendo al caso Varani mi sembra che uno dei due killer potrebbe essere stato bipolare, dunque c'era già un terreno fertile".

Sembrerebbe che nei chem-sex sia alta la percentuale di appartenenti alla comunità LGBT. Stereotipi o dati concreti? Vogliamo lanciare un appello alla comunità perché questi posti non si frequentino più?
"Bisogna capire cosa sono questi posti. Possono essere anche feste organizzate a casa. Comunque questo tipo di approccio alla sessualità è ormai trasversale. C'è una porzione della gioventù occidentale che, questo sì, collega la sessualità allo stare insieme con alcool, droga e quant'altro e che trasforma le persone in bombe umane. Per fortuna casi come quelli di Varani sono casi limite, ma vanno chiaramente sottolineati. Guai però a generalizzare, si tratta di percentuali molto ristrette della società". 

Caso Varani, Mancuso: 'Un'analisi onesta e seria sul mondo del chem-sex'
Il punto è che un certo pensiero unico porta a non parlare male di certe realtà, però un appello per quelle percentuali molto ristrette possiamo farlo? Altrimenti si rischia una escalation, anche nei numeri...
"La comunità omosessuale è stata la prima in Italia a mettere in guardia rispetto all'abbassamento dell'attenzione sull'Hiv, già negli anni Ottanta quando tutti pensavano che fosse una questione solo del mondo gay. Siamo quelli che sempre hanno detto queste cose e continuiamo a dirle". 

Sente il bisogno di un ulteriore sforzo? 
"Diciamo che non c'è mai stato un dibattito serio all'interno della comunità sul collegamento tra il minority stress, cioè la patologia sociale che fa sentire il peso della sua condizione di minoranza a una comunità, e l'abuso delle sostanze. Un peso sia personale che collettivo, derivante dalla discriminazione subita. Questo tipo di realtà molti anni fa era legata all'invisibilità, alla clandestinità e quindi ci si rinchiudeva per forza in locali dove trovare le persone perché non c'erano altri luoghi. Oggi per fortuna questo è stato superato, migliaia e migliaia di gay sono ormai visibili e vivono bene. Ma continua ad esserci una certa attrazione, parlo sempre di segmenti ristretti, verso certe tipologie di locali. Questa cosa qui va assolutamente discussa in modo pubblico senza alcun timore". 

Cosa è cambiato e cosa deve ancora cambiare?
"Se oggi ci sono giovani e giovanissimi che non vedono l'ora di sposarsi a differenza di tanti anni fa dove c'era lo slogan dell'amore libero, allora vuol dire che abbiamo fatto tanti passi, che ci siamo liberati di molto del minority stress, ma chiaramente permangono altre cose. Come, lo voglio sottolineare dieci volte, per gli eterosessuali. L'assunzione delle droghe e dell'alcool insieme significa che c'è una non accettazione di se stessi e della propria sessualità e questo riguarda tutti". 

Puoi anche non essere accettato, ma non per questo giustifichiamo il chem-sex o no? 
"Chi va a questi festini, chi fa una serie di cose illegali e pericolose per la propria e altrui salute, è un problema. Non uso il termine condanna, ma non c'è alcuna giustificazione perché nel 2016 non si può più dire che non si è informati sulle conseguenze. Chi lo fa è consapevole, non ci sono giustificazioni. Dopodiché come società e come persone che si occupano di questi temi sappiamo anche che ci sono delle riflessioni non fatte fino in fondo". 
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