Lorenzin, i passi per il prossimo Patto della salute: "Personale e Fsn adeguato al Pil"

24 marzo 2016 ore 17:29, Luca Lippi
Dall’incontro del Ministro Lorenzin con Stefano Bonaccini presidente della regione Emilia Romagna e  presidente della conferenza delle Regioni si è avviato un discorso di riforma che porterà all’obiettivo del “patto per la Salute” dopo che già tanto, secondo il Ministro, è stato fatto.
Dichiara il Ministro Lorenzin a margine del confronto: “Abbiamo fatto il punto su questi due anni straordinari di applicazione del Patto della Salute e possiamo dire che è quasi completamente esaurito nella sua azione, abbiamo anche individuato gli obiettivi da raggiungere per il prossimo Patto. Questo dimostra quanto Governo e Regioni abbiano compreso e siano dentro i meccanismi di un cambiamento velocissimo che sta avvenendo in sanità. Sulle risorse abbiamo affrontato il tema in modo costruttivo, siamo partiti da quanto abbiamo fatto e da quanto hanno fatto le Regioni per efficentare i loro modelli organizzativi con le centrali d’acquisto, gare centralizzate, la misurazione dei dati e la possibilità di intervenire sulle aziende in disavanzo. Al netto di questo lavoreremo ora sull’incremento del Fsn adeguato all’incremento del Pil”.

Lorenzin, i passi per il prossimo Patto della salute: 'Personale e Fsn adeguato al Pil'
Prosegue il Ministro Lorenzin richiamando il discorso ai Lea (ndr. Livelli essenziali di assistenza): “Le Regioni hanno fatto le loro osservazioni sui Lea e adesso il testo è al vaglio del Ministero dell’economia e delle finanze, nel frattempo stiamo portando avanti delle consultazioni con le associazioni dei pazienti sul nomenclatore, parte integrante dei Lea, per valutare possibili cambiamenti tecnici laddove possano esserci criticità. Abbiamo stanziato 800mln di euro e abbiamo stabilito che i Lea saranno aggiornati costantemente da una commissione” confermando che la questione Lea sta giungendo alla fase conclusiva.
Poi affronta il discorso degli investimenti sul personale che non è quello di aumentare i posti di lavoro ma di aumentare la professionalità di quelli che già ci sono e di quelli che aspirano ad entrare nel sistema. Lorenzin dichiara: “il tema delle professioni sanitarie è ineludibile il personale ha fatto un grande sacrificio in questo momento di crisi per tenere la barra al centro e garantire i servizi. Le Regioni stanno lavorando sui rinnovi di contratti e convenzioni e il Governo sta lavorando sull’articolo 22 che prevede norme innovative sull’accesso alle professioni sanitarie, sulla formazione del personale, su tutte quelle misure che richiedono lo sblocco del turn over e sull’implementazione delle risorse sul personale”, su questo ha assicurato un interesse particolare da parte di tutto il governo per recuperare risorse.
Da parte invece di Stefano Bonaccini al termine dell’incontro ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Ci siamo attestati su alcune questioni come il Lea e il personale ma la linea che abbiamo deciso di tenere è che se è vero che non sono più risorse che fanno qualità in sanità, certamente non possiamo arretrare. E dunque, poiché siamo riusciti a trovare una prima intesa che prevede che il Fondo sanitario non rimarrà come previsto a 111 miliardi fino al 2019, dovrà aumentare nei prossimi anni, su questo c'è una piena condivisione tra ministro e Conferenza delle Regioni: più finanziamento servirà a mantenere o aumentare la qualità”. Ha poi proseguito annunciando che a breve sarà predisposto un nuovo incontro col Ministro Lorenzin per proseguire il discorso dando il tempo al Ministro, nel frattempo, di confrontarsi con i dicasteri preposti a sbloccare alcune situazione (nello specifico il Mef), e anticipa in parte quello che sarà il tema del prossimo incontro: “Le Regioni hanno una spesa che attiene per 3/4 la sanità, è uno degli argomenti con cui più si ha a che fare. Su alcune questioni di buone pratiche dobbiamo vedere come aumentare l'efficienza, penso al tema delle liste d'attesa”.
Anche noi ci mettiamo in lista d’attesa per cercare di comprendere quanto del nostro sacrificio in aumento di prelievo fiscale di natura sanitaria e riduzione drastica dei servizi sia utile a riformare e rendere in parte ai cittadini il frutto di tanto sacrificio, sperando di evitare la “secolarizzazione”.

autore / Luca Lippi
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