Chi ha vinto e chi ha perso. I commenti post-elettorali che aprono le nuove partite

24 novembre 2014 ore 12:52, intelligo
Chi ha vinto e chi ha perso. I commenti post-elettorali che aprono le nuove partite
I commenti post-elettorali aprono il gioco del ‘chi ha vinto’ e 'chi ha perso'. Vediamo come e tra chi nel centrosinistra e nel centrodestra.
CENTROSINISTRA. Matteo Renzi ostenta sicurezza. Ecco come nel tweet notturno e in quello mattutino:       Segue la riflessione intervistato dal Gr1. L’esito del voto “non muta l’agenda politica. C’è la grande consapevolezza del fatto che, se tutti insieme usciamo dalla cultura della rassegnazione e del piagnisteo, l’Italia potrà davvero tornare ad avere un ruolo”. Poi sfida Salvini: “I leghisti stanno arrivando? Noi li aspettiamo. Mentre il centrodestra discute della propria situazione noi cambiamo l'Italia. Dopo 20 anni di fallimenti, anche della Lega, noi lavoriamo per il Paese e alle elezioni si vedra' chi e' piu' forte. Se arriva Salvini, vedremo...”. Ma dalle file dei dissidenti dem, si leva la voce di Stefano Fassina che avverte il premier: “I migliori auguri di buon lavoro a Stefano e Mario. Oltre alla loro vittoria, dobbiamo rilevare però i dati drammatici dell’astensione e i risultati molto preoccupanti per il Pd. È evidente che nel voto vi è una componente specifica ma è altrettanto evidente il messaggio al governo Renzi”. E il messaggio che invia al premier-segretario del Pd è che in Emilia Romagna “abbiamo perso oltre la metà dei voti del 25 maggio, circa settecentomila in meno, e oltre trecentomila in meno delle regionali del 2010. Una parte molto rilevante del popolo del Pd che aveva creduto alle aspettative e alle promesse di Renzi, ora è profondamente delusa, non condivide i continui attacchi al mondo del lavoro, si allontana da un Pd riposizionato verso gli interessi più forti”. Della serie: “Larga parte del Pd che non è andata a votare non condivide le misure del governo sul lavoro, nonostante la propaganda a reti unificate. Renzi guardi in faccia la realtà e ascolti un minimo le posizioni diverse dalle sue”. Parole nette alla vigilia del voto alla Camera sul Jobs Act (tra domani e mercoledì). CENTRODESTRA. Messaggi a Berlusconi. Alle parole del forzista Raffaele Fitto che chiede un azzeramento delle cariche alla luce della debàcle elettorale del partito che in Emilia Romagna è stato bissato dalla Lega, si aggiungono quelle del ministro Maurizio Lupi (Ncd) che nell’intervista a La Stampa mette in guardia: Fi deve scegliere “se rincorrere Salvini, che gli mangia voti, oppure lavorare a una proposta seria di alternativa futura a Renzi, il quale di recente ha ribadito che il Pd è ben piantato a sinistra. A noi le alleanze 'Forza Milan' non interessano, e lo dico da tifoso rossonero, ma la politica è un'altra cosa. Non è rincorrendo Salvini che si recuperano i milioni di voti persi dal centrodestra”. Non manca la dose di critiche al leader leghista. Dice Lupi: “La Lega non potrà mai candidarsi a vincere e a guidare il centrodestra. Non è con la pancia che governi un Paese. Grillo lo ha dimostrato. Noto poi che stanno esplodendo le contraddizioni tra la Lega di Salvini e la Lega di Maroni, Tosi e Zaia”. E quella di Salvini “non è certamente la Lega con cui voglio allearmi: penso che in Veneto potranno esserci problemi seri. Con Zaia abbiamo governato bene. A Salvini intessa governare il Veneto o interessa essere il nuovo Le Pen, il leader nazionale dell'estrema destra populista?”. LuBi
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]