Regionali: astensionismo il primo partito, ma è Salvini l'alternativa a Renzi

24 novembre 2014 ore 14:54, Andrea Barcariol
Dai dati delle regionali in Emilia Romagna e Calabria emergono tre dati fondamentali:
Regionali: astensionismo il primo partito, ma è Salvini l'alternativa a Renzi
l’astensionismo (solo 4 su 10 sono andati a votare), l’ascesa inarrestabile di Salvini che si candida prepotentemente come leader del centrodestra e la vittoria del Pd con un calo di voti rispetto alle Europee del 25 maggio. Il trionfo della Lega è ancora più evidente se confrontato con i dati delle urne di soli 6 mesi fa, quando il partito di Salvini in Emilia Romagna prese solo il 5%, mentre ieri ha doppiato Forza Italia, ferma al 10%. Male anche il Movimento 5 Stelle, i numeri dei candidati grillini parlano chiaro: Giulia Gibertoni 13,3%, Cono Cantelmi 4% (non ancora ufficiale). Stefano Bonaccini, modenese, membro della segreteria nazionale del Pd guidata da Renzi e da 2009 segretario regionale del Pd è il nuovo presidente della Regione Emilia Romagna con il 49,05% dei voti, seguito dal leghista candidato del centrodestra, il leghista Alan Fabbri che ha avuto il 29,85%. In Calabria, in attesa dei dati finali, la vittoria è andata al candidato del centrosinistra Mario Oliverio, a cui attualmente viene attribuita una percentuale del 61,5%, con un vantaggio netto rispetto a Wanda Ferro del centrodestra stimata al 23,7%. Due i tweet più significativi, a commento dei risultati elettorali, quello di Renzi: “Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto. 4 regioni su 4 strappate alla destra in 9 mesi. Lega asfalta forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%» e quello di Salvini: «Il pallone Renzi si sta sgonfiando. La Lega vola, la nostra Comunità cresce ovunque. Pochi amici fra i potenti, tanti Amici fra la gente».
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