Privatizzazione Fs: via libera del Consiglio dei Ministri, la rete rimane allo Stato

24 novembre 2015 ore 11:24, Luca Lippi
Privatizzazione Fs: via libera del Consiglio dei Ministri, la rete rimane allo Stato
Pronta anche la privatizzazione di Fs dopo quella di Poste Italiane; è stato deciso dopo il consiglio dei Ministri concluso alle ore 11 della mattinata di ieri. È stato il Ministro dei trasporti Delrio a illustrare sommariamente i criteri di privatizzazione. “Viene avviata la procedura che tiene presente la complessità della gestione delle Ferrovie dello Stato e la necessità di aumentare i servizi e gli obblighi di servizio pubblico. L’Italia è ancora un Paese con troppe distanze tra i servizi di alta velocità e i servizi dei passeggeri pendolari regionali”. In buona sostanza pare stia vincendo la linea della semi ragionevolezza, solo ieri abbiamo scritto di dissidi piuttosto importanti fra Renzi e Delrio su questa privatizzazione che non deve essere “frettolosa” come quella di Poste Italiane dalla quale si sarebbe potuto ricavare molto di più se fosse stata pianificata con maggiore cura.

La privatizzazione non potrà andare oltre il 40% dell’intero comparto, e la rete rimane saldamente nelle mani dello stato, Delrio parla chiaramente di “inizio di privatizzazione” quindi c’è da aspettarsi solo l’avvio di un percorso di dismissione: “questo inizio di privatizzazione rappresenta un avvio di percorso che terrà presente alcune questioni: l'infrastruttura ferroviaria dovrà rimanere pubblica e dovrà essere garantito l'accesso a tutti gli operatori in maniera uguale. Si valuterà l'indipendenza completa del gestore della rete ferroviaria e si manterrà un'attenzione particolare nel processo di parziale privatizzazione all'azionariato diffuso e alla partecipazione dei dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato, che registrerà anche quest'anno ottimi risultati tra ricavi e utili". 

Delrio ha poi rilasciato dichiarazioni riguardo i risultati ottenuti da Fs registrati a fine settembre, risultati invero imputabili alla strategia impostata dall’ex amministratore di Fs Moretti, e in buona parte confortati soprattutto dalla riduzione dei costi energetici dovuti alla congiuntura favorevole dell’ultimo periodo. Sono le parole che seguono alla relazione dell’amministrazione di Fs: “Questo risultato è stato ottenuto anche in presenza di discontinuità, sia positive che negative, derivanti dal mutato quadro normativo e regolatorio e in presenza di partite finanziarie positive di natura straordinaria”, il riferimento è al risultato netto che ha segnato un incremento del 2,5% (+7 milioni di euro) rispetto al medesimo periodo del 2014, attestandosi a 292 milioni di euro, I ricavi operativi sono cresciuti dello 0,7% nei primi sei mesi dell'anno.  

La privatizzazione di Ferrovie dello Stato punta a ridurre il secondo maggiore debito pubblico dell’Eurozona dopo quello della Grecia, tuttavia bisogna sostenere la natura delle ferrovie che non dovrà discostarsi dagli “obblighi di servizio pubblico e di pubblica utilità”, e questo bisognerà farlo digerire ai nuovi azionisti perché un conto è appaltare un servizio e garantirne la funzione, altro conto è assumere il rischio d’impresa obbligandosi a rispondere alle esigenze dell’ex proprietario. C’è poi da esaminare la questione della nuova proprietà e della sua sede fiscale, spesso accade che la garanzia di fornitura di pubblico servizio diventi un elemento di ricatto nelle mani del privato che deve garantirlo in nome e per conto dello Stato. Forse sarebbe necessario velocizzare un piano di riforme del settore prima di privilegiare la velocità di fare cassa per strappare un sorriso all’Ue.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]