Caccia russo abbattuto in Turchia, per Capuozzo "fragile l'accordo Russia-Usa. Prepararsi a una stagione lunga"

24 novembre 2015 ore 11:48, Marta Moriconi
Caccia russo abbattuto in Turchia, per Capuozzo 'fragile l'accordo Russia-Usa. Prepararsi a una stagione lunga'
La Turchia ha abbattuto un caccia russo  e l'ordine è arrivato dal premier. E' guerra? Gli scenari sembrano quelli. Mentre Ankara convoca Nato e Onu, ma è anche Putin a chiedere una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Per capire cosa potrebbe succedere e quali equilibri sono stati rotti, IntelligoNews ha intervistato il giornalista esperto di politica e dinamiche estere, Toni Capuozzo. 

Che succede e che succederà? Cambierà qualcosa negli equilibri?

"L'intervento della Nato sarà considerato sicuramente un atto ostile da Putin. La Turchia fa parte della Nato, tra l'altro proprio lì si era raggiunto faticosamente un accordo al minimo sindacale tra Russia e Stati Uniti. Sarà interessante vedere la reazione degli Stati Uniti Uniti e della Nato. Se si muoveranno giustificando come tragico errore quello della Turchia blandendo così in qualche modo l'ira di Putin, o diranno che lo spazio turco aereo era inviolabile, mandando così all'aria quel fragilissimo accordo iniziale sul coordinamento delle azioni in Siria".

A proposito di Siria, al centro dell'attenzione in queste ore, c'è il rapporto tra Obama e Putin...

"Penso che Obama stia pensando a una exit strategy della sua presidenza, cioè a non lasciare gli Stati Uniti totalmente in secondo piano rispetto a quel banco di prova dei rapporti di forza e internazionali che rappresenta la Siria. D'altronde un anno e mezzo fa quando Obama pensava di bombardare le truppe di Assad venne fermato dallo stesso Putin e dal Papa. La Russia in questo momento è il giocatore più presente sula scena siriana, a Obama non resta che tentare di salvare la faccia. Il problema Assad verrà dopo comunque, è Mosca la cocchiera ora". 

Abbiamo visto Bruxelles blindata, quello che accade in Europa è la strategia giusta? Questi nervi tesi galvanizzano i terroristi?

"Credo che l'Europa stia partendo fuori tempo massimo, tutto quello che lo Stato Islamico sta facendo, era largamente annunciato, ovviamente non parlo degli obiettivi. Ci sono dei documenti che erano circolati, è impossibile che nei servizi di intelligence non siano pervenuti: penso a un anno fa, a quello che per esempio si intitolava "lupi solitari". Dunque la loro strategia è chiara da almeno un anno e mezzo. La novità ora è rappresentata da quei presunti messaggi che indicano ai foreign fighters diretti in Siria di restare nei Paesi europei. L'Europa ha derubricato l'attacco a Charlie Hebdo come qualcosa di eccezionale, e l'attacco al supermercato kosher come qualcosa di legato a un conflitto permanente come quello israelo-palestinese, ha rifiutato di credere ai moltissimi messaggi che annunciavano la volontà di colpire l'Europa al cuore. Sono stati letti male i segnali e ora ci si sta muovendo troppo in ritardo. Quello che sostengo da tempo è che bisogna prepararsi a una stagione lunga, anche perché la situazione in Siria non mi sembra risolvibile a breve, e occorre prepararsi. La mia generazione si ricorda bene cosa significa abituarsi a subire controlli. Bisogna fare come quando si vive in una zona sismica: non si può escludere un terremoto nei prossimi anni, l'importante è  costruire case anti-sismiche". 

Vivremo come a Gerusalemme? 

"Mi auguro che ci venga risparmiato lo spontaneismo crudele degli attacchi al coltello. Ma nessuno può escludere attacchi con un'impronta militare più forte". 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]