Parigi, l'ultima rivelazione: due kamikaze arrivati sul barcone dei siriani

24 novembre 2015 ore 12:20, intelligo
Parigi, l'ultima rivelazione: due kamikaze arrivati sul barcone dei siriani
I terroristi dello Stade de France sono arrivati con un barcone, confondendosi tra i migranti. Mohamed al Mahmod e Ahmad al Mohammad (nomi non considerati autentici), due dei kamikaze del commando che ha agito nei pressi dello stadio di Parigi (dove il presidente Hollande, stava assistendo alla partita della nazionale francese) sarebbero arrivati lo scorso 3 ottobre a bordo di un barcone nell’isola di Leros, in Grecia. Lo hanno riferito all’Ansa fonti investigative che stanno lavorando sugli attentati terroristici. In queste ore, sarebbero in corso controlli a tappeto sui migranti siriani che erano a brodo di quel barcone: 197 in tutto (57 i bambini). Si tratta di profughi siriani, tra i quali – appunto – si sarebbero nascosti e confusi i due kamikaze. Gli uomini dell’Intelligence intendono verificare che su quel barcone non vi fossero altri individui che potrebbero avere le stesse finalità terroristiche. Mohamed al Mahmod e Ahmad al Mohammad, sono i nomi presenti nei documenti con cui si sono registrati in Europa. Pare infatti che il passaporto appartenente ad Ahmad al Mohammad, così identificato nell’isola di Leros il 3 ottobre, e poi ritrovato dopo gli attentati di Parigi, non corrisponda alla vera identità dell’attentatore.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due terroristi sarebbero dunque arrivati con un barcone di migranti e questo particolare riapre il dibattito anche sul versante dell’immigrazione proprio nei giorni in cui l’Europa discute sulla gestione di Schengen. Lo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano ha proposto una sorta di revisione del trattato sulla libera circolazione dei cittadini in Europa proponendo un presidio dei confini esterni. Proposta sulla quale Intelligonews ha raccolto il parere di osservatori e analisti quali Giulietto Chiesa. Tutto ciò mentre in Italia il dibattito politico è acceso, con Matteo Salvini leader della Lega che propone la chiusura delle frontiere e proprio oggi annuncia la necessità di “intervenire militarmente in Siria per togliere dalla faccia della terra l'Isis”. Da ieri a Roma è operativo il piano per la sicurezza predisposto per il Giubileo che prevede, tra l’altro, l’incremento di settecento uomini delle forze dell’ordine e dell’Esercito a presidio dei cosiddetti “obiettivi sensibili”: dal Vaticano, al Colosseo, alla stazione Termini. 

LuBi 

autore / intelligo
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