Terrorismo in Italia, la mappa degli spostamenti dei jihadisti da Como a Bari

24 novembre 2015 ore 12:22, Americo Mascarucci
Terrorismo in Italia, la mappa degli spostamenti dei jihadisti da Como a Bari
 Dunque l’Italia sarebbe il crocevia dei terroristi provenienti dalla Grecia e la Puglia, in particolare il porto di Bari, sarebbe quello più esposto da questo punto di vista. 

E’ quanto emergerebbe da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese. 
Anche Salah Abdslam l’ottavo terrorista di Parigi sarebbe transitato in Italia proprio  da Bari. Nello scorso mese di agosto, infatti, Salah si sarebbe imbarcato dal porto di Bari in direzione della Grecia per poi rientrare nel capoluogo pochi giorni dopo. Sarebbe ricomparso il 5 agosto, per il viaggio di ritorno: salpa da Patrasso e sbarca a Bari dove riprende il suo cammino per il Belgio, destinazione Molenbeck, attraversando quindi tutta l'Italia con sosta a Como. L’uomo avrebbe usato in Italia per rifornirsi di carburante la stessa carta di credito prepagata utilizzata per affittare uno dei covi dei terroristi a Parigi. Un pagamento di 700 euro che è stato effettuato lo scorso 11 novembre per una settimana di affitto in un residence di Alfortville. 

La Puglia è comunque un territorio caldo da questo punto di vista. Le indagini dalla Direzione distrettuale antimafia si sono concentrate su una decina di soggetti transitati dal porto di Bari sui quali sono in corso verifiche. Gli uomini della Dda stanno cercando di risalire alla destinazione di questi soggetti per capire le finalità di quei viaggi e, soprattutto, se si trovino ancora in Puglia. "Al momento - assicurano fonti investigative - non risulterebbero individuate sul territorio pugliese cellule terroristiche o gruppi di persone sospettate di essere vicine a cellule jihadiste". Bari, spiegano, è "un territorio da tenere sotto controllo con particolare attenzione soprattutto perché luogo di passaggio". 

Qui, per esempio, erano stati arrestati nel 2008 Bassam Ayachi, imam di origine siriana responsabile di un centro religioso islamico di Molenbeek, e Raphael Gendron, ingegnere informatico francese convertito all'islam che avevano fatto proseliti in favore del terrorismo lasciando intendere l'intenzione di programmare attentati. A Bologna intanto è polemica nei confronti della magistratura. Gli uomini della Digos hanno infatti individuato quattro uomini di origine marocchina, sospettati di avere legami con gruppi islamisti. I quattro, trovati in possesso di documenti inneggianti alla Jihad e filmati relativi all'addestramento dei combattenti, saranno espulsi dal territorio nazionale.

Si tratta di elementi già noti alla Procura emiliana. Pare infatti che nei loro confronti i pm avessero chiesto l’arresto ma il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta. Se non fossero stati individuati e avessero organizzato un attentato? 
Il Ministro Alfano ha provveduto a firmare il provvedimento di espulsione dei quattro. 

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