Medici e infermieri non stop per 11 ore consecutive, ma è già caos-circolari

24 novembre 2015 ore 12:46, Americo Mascarucci
Medici e infermieri non stop per 11 ore consecutive, ma è già caos-circolari
Sta entrando in vigore, a partire dal 25 novembre, anche in Italia la normativa europea su orari di lavoro e riposi di medici ed infermieri e come solitamente avviene è scoppiato il caos nelle regioni e nelle Asl per allineare le direttive nazionali a quelle europee. 
Per il riposo giornaliero la misura considerata “minima” dalla Comunità europea è quella di 11 ore consecutive nell’arco di 24 ore partendo dall’inizio dell’ attività, mentre il tempo di lavoro massimo settimanale è individuato in 48 ore, comprendendo oltre all’orario contrattuale anche le eventuali ore di lavoro straordinario, che in ogni caso non possono essere imposte al lavoratore.
Il segretario nazionale della Fp-Cgil medici Massimo Cozza denuncia come l’entrata in vigore delle normative europee stia generando un clima di incertezza nel personale medico e infermieristico e soprattutto disparità di applicazione e trattamento fra regioni.
Proprio le Regioni si starebbero infatti muovendo in ordine sparso aggiungendo caos a caos. 

“La normativa Ue impone il rispetto delle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e di non superare le 48 ore lavorative settimanali, ma per fare fronte a questi limiti di lavoro 'europei' - afferma il sindacato medico - occorrerebbero almeno 5mila camici bianchi in più in servizio. Una situazione complessa che, in mancanza di una proroga dei termini, le Regioni stanno dunque cercando di affrontare mettendo in campo diverse soluzioni”. 
In pratica le direttive Ue risulterebbero di difficile applicazione a causa della carenza di organici nel comparto sanitario, problema questo che potrebbe essere risolto soltanto con un intervento del Governo nazionale e con l’introduzione nella Legge di Stabilità di una norma che consenta lo sblocco delle assunzioni. Invece anche nel comparto sanitario si assisterebbe  ad un incremento del precariato, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione per i lavoratori impiegati a tempo determinato. E’ chiaro che l’incertezza sulla proroga dei contratti al personale precario rende di fatto impossibile per le Aziende sanitarie riorganizzare il lavoro negli ospedali secondo le direttive europee, nel momento in cui non si ha alcuna garanzia circa il corretto funzionamento dei servizi. 

Insomma un caos cui il Governo dovrà porre rimedio, visto che le Regioni stanno al momento tamponando la situazione con circolari estemporanee e ritagliate su misura per le esigenze e le disponibilità di organico delle singole realtà locali. 
Una situazione che ovviamente va riallineata a livello nazionale dove ancora una volta ci si è trovati impreparati su una vicenda del tutto prevedibilissima. Ma l'Italia si sa è il paese delle proroghe infinite e quando le proroghe non sono più possibili e dall'Europa arriva l'obbligo di applicazione delle direttive, i nodi, cioè i problemi, inevitabilmente vengono al pettine. 

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