Bassolino, per Fassina (SI): "Pd imbarazzante: non ha classe dirigente. Stiamo lavorando con De Magistris"

24 novembre 2015 ore 12:52, Marta Moriconi
Bassolino, per Fassina (SI): 'Pd imbarazzante: non ha classe dirigente. Stiamo lavorando con De Magistris'
La ricandidatura di Bassolino con o senza Partito Democratico alle spalle, ex sindaco di Napoli, nonché presidente della Regione Campania, ha riacceso le polemiche in casa Pd. Primarie si o no, democratiche ma fino a un certo punto? Intanto spunta la data unica, e Renzi prende tempo. IntelligoNews ne ha parlato con Stefano Fassina, ex dem e oggi protagonista di spicco del nuovo movimento Sinistra Italiana.

Il caso Bassolino è un film già visto?  Come guarda, ormai da esterno, a quanto sta ri-succedendo dentro i dem? 

"Mah, partirei dal dato politico. Il Pd di Renzi, dopo due anni di segreteria, non è stato in grado di suggerire nessuna candidatura per le città che vanno al voto. Da Torino, a Milano, a Roma, Bologna e Napoli, il Pd di Renzi non esprime politici frutto del nuovo corso renziano. A me pare un dato rilevante, che indica l'incapacità di un partito plebiscitario di selezionare una classe dirigente in grado di competere per l'amministrazione della città. Ed è in questo vuoto che compare e ricompare la candidatura di Bassolino, che non può essere affrontata attraverso una norma ad personam. Anche perché poi porta alla situazione davvero imbarazzante che sta accadendo". 

Ma come mai, allora, gli ex tornano sempre nel Pd? Pensiamo anche a Marino che dichiara di voler "salvare il Pd". Perché attrae ancora questo partito che, da come lo descrive, presenta delle lacune rilevanti? 

"Mah, la situazione di Napoli è molto diversa dalla situazione di Roma e di Marino. Prendiamo atto che la declamata rottamazione di Renzi è servita soltanto a colpire le due personalità che hanno la cultura politica più autonoma della sinistra: cioè D'Alema e Bersani... e poi si è fermata. Questi ritorni indicano semplicemente un vuoto di classe dirigente, l'incapacità in due anni di direzione del partito di indicare una classe dirigente. In Campania si è visto, il partito plebiscitario porta inevitabilmente a questo, perché ha un capo e il popolo, ed è così che a livello di classe dirigente si deve poi ricorrere ai commissari, ai prefetti, ai manager...".

La sinistra italiana a Napoli che fa? E a Bassolino porte aperte?

"Stiamo lavorando in relazione stretta con De Magistris, che tra mille difficoltà, è riuscito a ridare una prospettiva alla città partenopea. Lavoreremo on lui nei prossimi mesi, il 12 dicembre -come sinistra italiana- faremo un'importante iniziativa a cui parteciperà il sindaco, sarà sul mezzogiorno e il suo sviluppo completamente abbandonato dal governo".  

L'ipotesi Bassolino non vi accarezza? 

"Il punto è che serve un progetto per la città. Il Pd non è stato grado di mettere in campo neanche un progetto per la città. Con tutto il rispetto per Bassolino e per la sua figura di qualità, fa parte di una stagione che si è chiusa". 
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