Parigi, la domanda di Blondet: "Non si capisce se combattiamo l'Isis o Assad"

24 novembre 2015 ore 15:12, Marco Guerra
Parigi, la domanda di Blondet: 'Non si capisce se combattiamo l'Isis o Assad'
“Renzi fa bene a non portare l’Italia in guerra, non si capisce nemmeno se combattiamo l’Isis o Assad”. Maurizio Blondet, opinionista, scrittore e inviato speciale per Il Giornale e Avvenire, parlando ad IntelligoNews punta il dito contro la politica estera e quelle che ritiene essere le “vere mire di Stati Uniti e Francia. 

Allora Blondet l’Occidente non riesce e compattarsi nemmeno davanti alla minaccia terroristica, e l’Italia sembra voler rimanere ai margini di questa crisi…

«Partiamo dal fatto che l’Isis sarebbe considerato una creazione Usa. Bernard Henry Levi e Galli della Loggia stanno scrivendo che bisognerebbe che l’Europa andasse in guerra. Anche i servizi israeliani ci vorrebbero mandare lì. Poi c’è tutta una propaganda che dice che l’Italia deve andare lì, ma a fare cosa? Ci sono i russi che stanno vincendo. A me sembra infatti che francesi e americani siano più che altro impegnati a contrastare i russi. Di oggi la notizia dell’abbattimento di una aereo russo da parte dei turchi, anche Ankara infatti sembra sia contigua al Califfato»

Lo avrebbe finanziato?

«Non solo, da mesi ormai bombarda i curdi che combattono il Califfato; ad Erdogan non interessa combattere Isis; sembra più attento a occupare una parte della Siria e impedire la creazione di uno Stato curdo».

Quindi Renzi fa bene a restare fuori da tutto questo?

«Oddio, noi siamo perdenti comunque perché non abbiamo il coraggio di fare altre operazioni, di essere autonomi. Ma attenzione, perché quelli che creano l’Isis sono gli stessi che ti ostacolano se sei un politico troppo indipendente. E poi Renzi alla fine fa bene a restarne fuori perché non si capisce se si va contro l’Isis o contro Assad. Si può essere cosi sprovveduti ad andare in guerra senza sapere nemmeno chi è il nemico? Secondo me, bisognava uscire 20 anni fa dalla Nato! Tre milioni di profughi che si muovono ma chi li accoglie?».

I “burattini” però spesso scappano di mano al “burattinaio”: l’Isis ha infatti colpito nel cuore dell’Europa.

«Non credo che scappino di mano, i miliziani dell’Isis sono ancora armati dai sauditi e gli americani avrebbero venduto ai sauditi appena una settimana fa 19mila bombe e migliaia di razzi anti-carro, che possono colpire i carri armati russi. Infatti i russi hanno intensificato i bombardamenti dopo il 13 novembre (attentati di Parigi, ndr) prima che arrivasse la portaerei francese davanti alle coste della SiriaCerto, ora parlano di coordinamento ma ci sono già i russi che combattono sul terreno, per fare presto prima che intervengano gli americani»

L’Europa rimane anello debole di questo gioco? 

«Certo, perché tra i governati europei c’è gente incapace di fare una politica autonoma o, se ce l’ha, la può averla solo a titolo nazionale, come Renzi che in questo caso tiene una linea giusta perché abbiamo già visto cosa è successo in Libia e cosa sono gli interventi francesi.  Ma attenzione è proprio quello che volevano fare…».

Un caos per spartirsi il Medio Oriente? 

«Ma certo. Proprio ora ho sentito commentatori in Rai che dicevano che se l’Italia non partecipa non prende parte alla “spartizione” della torta. Ma quale torta? In Afghanistan e Iraq abbiamo avuto una torta? In Libia gli interessi addirittura gli abbiamo persi! Bisogna prima dire qual è il nostro tornaconto, ma dirlo prima ai nostri alleati che magari tanto alleati poi non sono, a cominciare da Francia e Usa».

Sono competitors?

«A mio avviso, peggio ancora. Gli americani sono interessati a allontanare l’Europa dalla Russia. Non gliene frega niente di tutto il resto».

Quindi ci sarebbe l’interesse a “indebolire” anche la Germania con la crisi migratoria?

«E certo. Alla fine di questa storia, bisognerebbe evocare il processo di Norimberga per chi agisce con un preciso disegno».

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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