Apple Pay come Marco Polo alla “conquista” della Cina

24 novembre 2015 ore 16:58, intelligo
Apple Pay come Marco Polo alla “conquista” della Cina
Prima l’America e la Gran Bretagna. Poi è stata la volta della lontana Australia e del Canada. Oggi c’è una nuova frontiera nei piani di Apple Pay: la Cina. Impresa abbastanza complicata visto che nel Paese dell’estremo Oriente i competitors in fatto di piattaforma per l’acquisto di prodotti pagando attraverso il dispositivo “mobile” sono agguerritissimi. A cominciare dal colosso dello shopping online Alibaba (ma pure Amazon) che si stanno sempre più specializzando al nuovo segmento di business. 

La notizia dell’imminente debutto in Cina di Apple Pay è stata diffusa dal Wall Street Journal che indica l’inizio del prossimo febbraio come momento clou. Secondo indiscrezioni che circolano sulla Rete, il colosso californiano avrebbe raggiunto intese con le quattro banche statali più importanti del Paese: mossa che consentirebbe di mettere in connessione gli utenti degli istituti di credito con i loro conti correnti e, al tempo stesso, per Apple Pay rappresenterebbe una ‘base’ pressochè sicura di “clienti” da fidelizzare. Ma non tutto è ancora concluso, perché il perfezionamento dell’operazione presuppone il superamento di “ostacoli legali” come li definisce il Wall Street Journal, proprio nell’intreccio tra agenzie che fanno da supervisori ai rapporti tra servizi bancari e piattaforma e-commerce. Ancora da chiarire, poi, la parte relativa alla commissione di Apple sugli acquisti fatti con Apple Pay. Tuttavia, il colosso californiano va avanti e punta decisamente la barra nell’arco di tempo che precede il capodanno Cinese (quest’anno sarà, l’8 febbraio).

COME FUNZIONA. Apple Pay è un sistema che permette di eseguire il pagamento di acquisti nei negozi utilizzando direttamente l’iPhone o l’Apple Watch. Un sistema che in America ha debuttato un anno fa per poi estendersi alla Gran Bretagna. Di recente è operativo e attivo anche in Australia e Canada. Come anticipato da Intelligonews, il servizio non sarà “slegato” dall’attuale piattaforma Apple Pay, quindi un ampliamento utile a soddisfare scopi diversi come anticipare spese di viaggio, saldare un canone di locazione o semplicemente rendere un prestito. Gli istituti bancari starebbero discutendo con la Apple agli aspetti tecnici e stanno supportando la compatibile il nuovo sistema di pagamento con l’infrastruttura esistente dell’industria bancaria, e sarebbero ben liete di raggiungere un accordo in tempi brevi, poiché il servizio potrebbe far limitare i contanti e gli assegni.

LuBi

autore / intelligo
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