La guerra che fa più paura con le armi d'uccisione di massa

24 novembre 2015 ore 17:34, intelligo
di Anna Paratore

Se ne parla a mezza bocca, ma è il terrore di qualsiasi esperto dell’antiterrorismo. E’ la guerra sporca, quella portata avanti con armi non convenzionali. La guerra fatta con l’uso di armi chimiche e, se possibile peggio ancora, con quelle batteriologiche.

La guerra che fa più paura con le armi d'uccisione di massa
Che ci siano stati in questi giorni riferimenti alla possibilità da parte dell’ISIS di attaccare i paesi europei avvalendosi di “risorse”, lo sanno tutti ma quasi si preferisce minimizzare proprio perché al di là di certi proclami che tendono a tranquillizzare l’opinione pubblica, tutti gli esperti sanno benissimo che contro certi possibili attacchi le difese sono pressoché nulle o comunque di difficile attuazione.

Ma in concreto, di cosa stiamo parlando? La sigla con cui ci si riferisce a queste armi è CBRN (Chemical, Biological, Radiological, Nuclear). Si tratta di armi di distruzioni di massa, cioè tutte quelle che possono creare danni simili per ampiezza a un ordigno atomico uccidendo indiscriminatamente. Per quanto riguarda le armi chimiche, si parla di “sostanze chimiche tossiche o loro precursori contenute in ordigni specificatamente progettati per causare morte o altri danni mediante le proprietà tossiche”. Riguardo alle armi biologiche, invece, ci si riferisce ad “agenti microbici o tossine indipendentemente dalla loro origine o il metodo di produzione”. Ci sono poi anche le armi radiologiche, quelle cioè capaci di diffondere radioattività senza avere necessariamente un impatto esplosivo (bombe sporche). Tutte queste armi, ed è semplice capirne il perché, vengono considerate nell’immaginario collettivo più crudeli, minacciose e sleali delle armi convenzionali come possono essere fucili o anche cannoni.

Anche se potrebbe sembrare di no, alcune di queste armi non convenzionali sono già state usate in passato, per esempio nella Prima Guerra Mondiale, quando l’iprite – meglio noto come gas mostarda – venne sparso nel settore di Ypres, in Belgio, ad opera dell’esercito tedesco. L’iprite provoca piaghe, cecità e, assunto in dosi massicce porta alla morte: nelle profonde trincee dove i fanti erano al riparo delle pallottole, il gas si incuneò e provocò una strage tra tormenti indescrivibili di chi venne esposto.

Attualmente, una delle sostanze che viene più spesso citata è l’antrace. Più nota come carbonchio, è un'infezione endemica in animali erbivori selvatici o domestici, ma può anche svilupparsi nell'uomo. Se non curata adeguatamente ha una mortalità piuttosto alta, che cmq resta intorno al 20%. Nelle rare forme polmonari anche più sostenuta. Si sintetizza sotto forma di polvere e basta inalarne le spore per essere contagiati. E’ già stata usata per attentati. Lettere con tracce di antrace furono infatti recapitate a senatori del partito democratico USA e alle redazioni di alcuni giornali americani, con esiti infausti: morirono cinque persone e se ne ammalarono 17. Secondo l'FSB, l'unico colpevole di questi attacchi è stato il Dr. Bruce Edwards Ivins, noto esperto di bioterrorismo, suicidatosi il 29 luglio 2008.

Parecchia paura fanno anche i gas nervini; gas solitamente inodori e incolori che sparsi nell’aria attaccano il sistema nervoso, conducendo rapidamente alla morte. Un attentato venne condotto in Giappone nel 1995 con il Sarin, un potente gas nervino. Una setta religiosa lo liberò nella metropolitana di Tokio provocando la morte di 12 persone e l’intossicazione di qualche migliaio. In seguito, le forze russe antiterrorismo lo usarono per cercare di liberare 800 ostaggi sequestrati da terroristi ceceni in un teatro di Mosca. L’impresa riuscì ma il gas provocò comunque la morte di tutti e 50 i terroristi e di 90 ostaggi.

Parliamo dunque di qualcosa di veramente spaventoso che potrebbe creare danni terribili soprattutto in territori ad alta densità di popolazione come possono essere le gradi città con i loro luoghi affollati. Magari proprio durante le feste di Natale.

Detto ciò, non si vogliono creare drammatici allarmismi, ma una seria coalizione internazione, il più estesa possibile, che metta fine all’esistenza dell’ISIS è sempre più auspicabile.
autore / intelligo
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