Terrorismo, Renzi soft sulla guerra: "No al terrore, si arrenderanno prima loro"

24 novembre 2015 ore 17:47, intelligo
Terrorismo, Renzi soft sulla guerra: 'No al terrore, si arrenderanno prima loro'
Matteo Renzi ribadisce il no dell’Italia all’intervento armato contro l’Isis. Lo fa in Campidoglio presentando il Piano per la sicurezza operativo da ieri e attivato a due settimane dall’avvio del Giubileo straordinario della Misericordia. La frase è chiara: “Senza qualsiasi strategia per il dopo diventa inutile” un’azione ora. E aggiunge: “L’Italia non cambia la propria posizione dopo i fatti di Parigi, al contrario vede confermata la propria posizione, a partire dalla centralità del Mediterraneo e dei Balcani”. Il che significa che l’Italia (almeno per il momento) non seguirà le sollecitazioni dell’asse tra Francia e Gran Bretagna. “Non ci rassegneremo al terrore, non cambieremo il nostro modo di vivere, si arrenderanno prima loro”. Renzi scandisce le parole e lo fa nella stessa Sala del Campidoglio dove – ricorda il presidente del Consiglio – furono firmati i trattati della costituzione europea. 

PIANO SICUREZZA. Poi il premier entra nel dettaglio del Piano per il Giubileo e snocciola i numeri delle risorse stanziate: un miliardo per la sicurezza con l’estensione del bonus di 80 euro agli operatori delle forze dell’ordine. Un altro miliardo sarà investito nel comparto “educazione” con attività mirate per reagire e combattere anche culturalmente la logica della paura e del terrore. “Il governo proporrà di spostare al 2017 la diminuzione dell'Ires”, in modo da consentire l’impiego di “un miliardo per i professionisti della sicurezza e un miliardo per i professionisti dell'educazione”. E’ un passaggio dedicato a quello che viene definito il comparto “cultura e identità”, e in proposito il premier sottolinea che “a ogni euro speso per la sicurezza, corrisponde un euro speso per la cultura”. E a proposito di iniziative sul piano culturale, il presidente del Consiglio annuncia l’estensione ai “550mila ragazzi” che compiono 18 anni di “una misura gia' prevista per i professori”: si tratta di una carta bonus da investire in teatri, musei, concerti e cultura”. Sempre in tema di risorse ad hoc, Renzi spiega che “cinquecento milioni”, ovvero la metà del miliardo stanziato per la sicurezza, sarà usato per “esigenze strategiche di difesa. La metà (500 milioni) del miliardo destinato alla cultura serviranno per “la riqualificazione delle periferie” o per “il rammendo” dice Renzi citando il termine cui spesso ricorre l’archistar Renzo Piano. 
Infine il premier torna a indicare il significato simbolico della Sala Capitolina dove nel ’57 furono firmati i trattati per la costituzione dell’Europa, sottolineando che si tratta di “un luogo storico per la città di Roma ma anche per l'Italia, per l'Europa intera: qui 58 anni fa è nata l'Europa. Oggi rischiamo che i fatti di Parigi lascino l'Europa come vittima collaterale”. 

VERTICE RENZI-BIDEN. E’ previsto venerdì a Roma. Il vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden sarà nella Capitale per incontrare il premier Renzi, nei giorni in cui le diplomazie europee e americane sono al lavoro per consolidare il piano di intervento contro l’Isis. Prima di partire per l’Italia Biden ha ricevuto al Dipartimento di Stato Americano gli ambasciatori dei Paesi che fanno parte della coalizione globale contro l’Isis e tra questi l’ambasciatore italiano a Washington, Claudio Bisogniero. Un incontro nel quale – stando a una nota della Casa Bianca – Biden tra le altre sollecitazioni, ha rivolto un appello per “intensificare i loro sforzi, anche aumentando i raid in Siria ed in Iraq, accrescendo la condivisione delle informazioni e la cooperazione di intelligence contro i foreign fighters”. Temi e sollecitazioni che saranno al centro del faccia a faccia a Palazzo Chigi tra il vicepresidente degli Usa e il premier italiano che il giorno prima - cioè giovedì – volerà a Parigi per un colloquio con Francois Hollande. Domenica, il presidente Barack Obama aveva ringraziato l'Italia per l'impegno per l'addestramento delle forze di sicurezza irachene. Ma ora il nodo da sciogliere è e resta l’opzione di un impegno maggiore dell’Italia nella coalizione anti-Isis. Un punto sul quale però le posizioni sono distanti, come lo stesso Renzi oggi dal Campidoglio ha ribadito, scegliendo una posizione non certo interventista. 

LuBi

autore / intelligo
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