EmDrive, Nasa pubblica rapporto sul super-motore contrario a Newton

24 novembre 2016 ore 8:42, Micaela Del Monte
Al termine dei test sul super-motore a propulsione elettromagnetica la Nasa ha finalmente pubblicato i suoi risultati. Dunque sul cosiddetto EmDrive, è giunta la tanto attesa peer review del sistema di propulsione. Una peer review consiste nella verifica, condotta da enti la cui autorità nel settore coinvolto sia riconosciuta, di progetti di ricerca, pubblicazioni e articoli. In questo caso la convalida porta la firma dell’Eaglework Laboratory della NASA. Pubblicata per il Journal of Propulsion and Powerdell’American Institute of Aeronautics and Astronautics, la peer review ha anche confermato la validità dei risultati ottenuti nel corso dei precedenti test. La prova nel vuoto ha infatti riprodotto il risultato di 1,2 Millinewton per kilowatt che era stato ottenuto in occasioni precedenti. Alla luce delle critiche mosse, e dei falsi positivi risultanti da alcune sperimentazioni sull’EmDrive, nella pubblicazione disponibile online è anche chiaramente specificato il fatto di aver preso in considerazione diverse possibili fonti di errori.

EmDrive, Nasa pubblica rapporto sul super-motore contrario a Newton
Con questo test si sostiene che esisterebbe un sistema di propulsione elettromagnetica capace di alimentare un veicolo spaziale senza utilizzare propellente e senza emettere nulla dal motore stesso. Il propulsore convertirebbe l'elettricità in spinta facendo rimbalzare microonde in una cavità chiusa. In teoria, un motore del genere potrebbe inviare un veicolo fino a Marte in soli 70 giorni.

L'EmDrive è un'idea di circa 20 anni fa di uno scienziato britannico, Roger Shawyer. Dopo una serie di discussi tentativi e test (in particolare in Cina), l'idea è stata infine messa alla prova da ricercatori dell’Advanced Propulsion Physics Research Laboratory: sul sito della Nasa la pagina che descrive nascita e scopo di questo gruppo di ricerca, e su Facebook la pagina del gruppo, aggiornata però molto sporadicamente.

Il motivo per cui l'EmDrive fa tanto parlare di sé, sta nel fatto che apparentemente il suo funzionamento contrasterebbe con la terza legge di Newton, secondo la quale a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Nel caso dei sistemi propulsivi basati sulla combustione di liquidi, solidi o gas, il propellente rappresenta l’energia potenziale che viene liberata proprio attraverso la combustione. Grazie a questa viene generata una spinta da una parte, e scarti sotto forme diverse dall'altra (come per esempio il più classico tra i gas di scarico, ossia quello delle macchine). Nel caso dell’EmDrive invece, all’azione di spinta non corrisponde un “prodotto di scarto”, e inoltre non viene usato alcun propellente in senso stretto. Il funzionamento sarebbe infatti garantito (e questo rappresenta forse il punto più controverso della questione) dallo spostamento di elettroni sotto forma di microonde all’interno di una cavità metallica conica. L’utilizzo di elettroni, ricavati dall’energia solare, renderebbe l’EmDrive un sistema di propulsione idealmente perfetto per i viaggi spaziali all’interno del sistema solare.
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