In Senato la rottamazione di Equitalia e delle cartelle: guida

24 novembre 2016 ore 16:23, Luca Lippi
Oggi il Senato voterà il provvedimento che contiene un pezzo della manovra 2017, su cui il governo ha posto la fiducia, senza modifiche rispetto al testo uscito dalla Camera. 
La versione finale consentirà di incassare 1,4 miliardi in più tra il 2017 e il 2018, rispetto al testo scritto dal governo, grazie all'estensione della definizione agevolata al 2016. 
All’interno c’è la definitiva ‘rottamazione di Equitalia’ ma soprattutto delle cartelle pendenti che in concreto avviano un processo di sanatoria per tutti coloro che possono e vogliono usufruire dell’opportunità inserita nel decreto.
Nel decreto legge 193/2016, collegato alla legge di bilancio 2017, è stata dunque approvata la "rottamazione" delle vecchie cartelle di Equitalia, nelle ultime ore ha subito una serie di cambiamenti importanti, e allo stato dell’arte, col conforto degli ultimi aggiornamenti estratti dal sito di Equitalia, possiamo definitivamente offrire una guida completa su tutte le novità.
Questa nuova "sanatoria", diversamente dalla precedente che contemplava un unico pagamento, prevede che le cartelle possano essere saldate a rate. 
E' previsto inoltre il taglio delle sanzioni e degli interessi (e non solo degli interessi come la precedente) che si affianca, peraltro, a numerose altre novità.
In sede di conversione, il Dl sta subendo una serie di importanti emendamenti che ne hanno ridisegnato la fisionomia in maniera non irrilevante. 
-Rate e periodo di riferimento
L'art. 6 del D.L 193/2016, intitolato "definizione agevolata", nella sua formulazione originaria prevede che : "Relativamente ai carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi, gli interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, provvedendo al pagamento integrale, anche dilazionato, entro il limite massimo di quattro rate".

In Senato la rottamazione di Equitalia e delle cartelle: guida

Tale articolo è quello che ha subito le modifiche più rilevanti in sede di conversione, dato che l'emendamento recentemente approvato dalla Camera ha incluso nella sanatoria anche i carichi affidati ad Equitalia nel 2016 e ha aumentato il numero massimo di rate da quattro a cinque (con scadenza luglio 2017, settembre 2017, novembre 2017, aprile 2018, settembre 2018). In ogni caso, almeno il 70% del debito deve essere pagato entro la fine del 2017.
-Bene l’inclusione del 2016
È positiva l’inclusione del 2016, poiché determina lo slittamento di tutte le scadenze, dunque ha posticipato anche il termine entro il quale è possibile chiedere o integrare la domanda di rottamazione, fissandolo al 31 marzo 2017.
Per presentare la domanda, il debitore deve manifestare all'Agente della Riscossione, Adr (Alternative Dispute Resolution) o Equitalia, la sua volontà di avvalersi della sanatoria e che potrà farlo semplicemente scaricando il modulo messo a disposizione da Equitalia nel proprio sito.
Il debitore dovrà dichiarare inoltre in quante rate intende saldare il debito ed eventuali pendenze di giudizio aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, assumendo contestualmente l'impegno di voler rinunciare al giudizio.
Considerato, inoltre, che gli adempimenti di competenza dell'agente della riscossione relativi al 2016 potrebbero non essere, per ragioni di tempo, eseguiti prima della scadenza del 31 marzo, si prevede che Equitalia debba avvertire l'interessato, a mezzo posta ordinaria, dell'esistenza di partite che le sono state affidate ma con riferimento alle quali non è ancora stata notificata la cartella, né è stata trasmessa la raccomandata susseguente agli accertamenti esecutivi né è stato notificato l'avviso di addebito.
-Decadenza sanatoria
Ovviamente, sono previsti dei casi di decadenza dalla sanatoria.
In particolare, si tratta delle ipotesi di pagamento insufficiente o di versamento in ritardo anche di un solo giorno.
In ogni caso, anche qualora si decada dalla possibilità di avvalersi della sanatoria, resta possibile chiedere la dilazione del debito residuo, purché la notifica dell'accertamento esecutivo, dell'avviso di addebito o della cartella di pagamento non siano avvenuti più di 60 giorni prima della presentazione della relativa domanda.
-Rate dal 2017
Per quanto riguarda, invece, le rate in scadenza a partire dal 1° gennaio 2017, si prevede la possibilità di sospensione di tutti i pagamenti sino alla prima rata fissata per la rottamazione.
-Esclusioni
Il  nuovo meccanismo riguarda esclusivamente i debiti tributari o correlati ad obblighi previdenziali o assistenziali, mentre tutte le altre restano escluse.
-Riscossione di enti terzi
Non tutti gli enti, tuttavia, si avvalgono di Equitalia per la riscossione. 
Con riferimento ad essi come opera la sanatoria? Il Dl in commento, nella veste che sta assumendo in sede di conversione, prevede che tali enti debbano provvedere a regolamentare la definizioni delle ingiunzioni di pagamento che non siano state ancora riscosse entro 60 giorni tramite regolamento con il quale sia definita anche la scadenza delle rate (da fissare al massimo al 30 settembre 2017). 
Si ricorda che, ad essere interessate dallo sconto in simili casi sono le sanzioni unitamente agli interessi di mora.

autore / Luca Lippi
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