Clamoroso Berlusconi: "Closing, o mi riprendo il Milan". L'ombra del referendum

24 novembre 2016 ore 11:19, Adriano Scianca
Che sta succedendo al Milan? Il passaggio di proprietà al fondo di investimento Sino Europe Sport dovrebbe avvenire il 13 dicembre, ma le ultime dichiarazioni del presidente (in teoria) uscente Silvio Berlusconi sembrano riaprire la partita: “Ci sarà il closing il 13 dicembre, ma se non ci sarà dovrò riprendermi il Milan con molto piacere e cambierò strategia. Sarà un Milan tutto italiano e molto giovane”. 

Clamoroso Berlusconi: 'Closing, o mi riprendo il Milan'. L'ombra del referendum

Una boutade? O magari, come ipotizza qualcuno, un colpo di reni di decisionismo da poter sfruttare mediaticamente in vista del referendum? Oppure si tratta semplicemente di un modo per metter pressione sugli investitori cinesi. Sull'affare vigono da sempre delle ombre e diversi analisti hanno messo in dubbio la credibilità finanziaria della cordata asiatica. Dubbi a cui il Milan ha sempre reagito in modo fermo, garantendo di aver fatto le opportune verifiche. Dalle parole di Berlusconi traspare, tuttavia, una certa impazienza, forse addirittura irritazione, da parte di quella che almeno fino al 13 dicembre resta ancora la proprietà rossonera. O forse del solo Silvio Berlusconi, dato che, notoriamente, sono soprattutto i suoi figli a volere che Fininvest abbandoni la “zavorra” Milan che tanto pesa sui conti dell'azienda. L'ex premier, però, non ha mai nascosto di vendere a malincuore. 

Negli ultimi tempi, poi, sia in politica che nello sport, sembra tornato protagonista e mattatore. “I cinesi insistono perché io rimanga presidente - ha raccontato in una cena successiva al derby - ma io ho detto che non potevo prendere in considerazione l'idea di rimanere presidente in una società di altri. Mi hanno offerto la presidenza onoraria, senza l'elezione di un presidente esecutivo diverso da me. Penso che potrebbe attuarsi una situazione del genere, ma dovrei avere possibilità d'intervento sul mercato e anche sulle questioni di campo. Se questo potere mi verrà attribuito, proverò ad accettare”. Sembra un po' la riedizione della questione di Berlusconi “padre nobile” del centrodestra, di cui si parlò qualche tempo fa: una sorta di passo indietro in un ruolo di rappresentanza e garanzia. Ruolo, però, che mal si concilia con l'attivismo berlusconiano. E ora si profila all'orizzonte l'incredibile colpo di scena.
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