Che fine ha fatto Franco Nero?

24 novembre 2016 ore 12:15, intelligo
di Anna Paratore

Che fine ha fatto Franco Nero?
In un’intervista rilasciata a Riccardo Romani per Marie Claire, alla specifica domanda sul perché non avesse mai ceduto al “fascino finanziario” della pubblicità, dopo aver sorriso e aver rammentato quando a Tokyo negli anni ’70 gli offrirono 500mila dollari per una pubblicità e lui rinunciò, ha risposto: “La ragione è semplice. Quando ero bambino in Emilia andavo al cinema, vedevo gli attori sul grande schermo e mi piaceva sognare immaginandomi un giorno al loro posto. Penso che un interprete debba essere desiderato. Se il pubblico cominciasse a vedere la mia faccia ovunque, smetterebbe di sognare”. 
E in questa risposta c’è tutta la filosofia di vita di un vero, grande attore, innamorato della propria professione. 
Un divo italiano ma riconosciuto a livello internazionale, corteggiato dalle più belle donne al mondo, amico intimo dei ricchi e famosi, frequentatore di quell’elite dello spettacolo che tutti si accalcano ad ammirare quando sfila sul red carpet, eppure schivo e spesso lontano dal clamore. Uno che però ha lasciato il segno…
Franco Nero, nome d’arte di Francesco Clemente Giuseppe Sparaneo, nasce a Parma nel novembre del 1941, tra i segni zodiacali dello scorpione e del sagittario, quello che gli astrologi definiscono una cuspide e tendono a considerare cielo astrale che comporta personalità di grande rilievo, destinate a far parlare di sé.  
Non sappiamo se sia vero, ma certo che Franco Nero di personalità ne ha davvero tanta.  

Figlio di un maresciallo dei carabinieri, originario della provincia di Foggia, Franco non avrebbe di suo grandi velleità artistiche sebbene lo  spettacolo lo attragga fin da ragazzo. E’ un caso se poi si ritrova catapultato nel mondo della celluloide, e come sia andata lo racconta lui stesso in un’intervista a Barbara D’Urso: 
“Devo tutto a John Huston, il grande regista. Facevo l'aiuto fotografo in uno studio. Un giorno venne un fotografo di De Laurentiis e mi chiese qualche primo piano. Avevo 21 anni. Queste foto finirono sulla scrivania di John Huston che chiese di me. Al provino, John Huston mi chiese subito di spogliarmi. Ero molto imbarazzato, c'erano un sacco di donne. Lui mi scelse per la Bibbia. E' stato anche il mio maestro di inglese.”
Comincia così una carriera cinematografica di grande livello e di lunga durata. 
Spazia praticamente in tutti i settori della cinematografia, dai western come Django e Keoma, grandissimi successi di botteghino, ai polizieschi dove risulta particolarmente credibile con quella sua aria da duro e quella “bellezza” che la maggior parte dei registi definisce “da macho americano”
Interpreta così Il giorno della civetta, grande film che bene illustra la mafia in Sicilia, e poi Il delitto Matteotti e Marcia trionfale. 
E poi altre grandissime pellicole, tra le quali ricordiamo solo Querelle de Brest (1982) di Rainer Werner Fassbinder, Il giovane Toscanini (1988) di Franco Zeffirelli, Diceria dell'untore (1990) di Beppe Cino, Fratelli e sorelle (1992) di Pupi Avati, Jonathan degli orsi (1994) sceneggiato dal suo amico e collaboratore di lunga data Lorenzo De Luca e prodotto dallo stesso Nero, 2012 - L'avvento del male (2001), Hans di Louis Nero (2006), Mineurs (2007), Bastardi (2008) e La rabbia (2008).

Non solo. A renderlo particolarmente famoso per il pubblico italiano sono anche le sue molteplici partecipazioni dalla metà degli anni ’70 in poi a molte fiction e miniserie televisive tra cui Le rose di Danzica, regia di Alberto Bevilacqua - miniserie TV (1981); Gli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii), regia di Peter Hunt - miniserie TV (1984); Il generale, regia di Luigi Magni - miniserie TV (1987); I promessi sposi, regia di Salvatore Nocita - sceneggiato TV (1989); Il ritorno di Sandokan, regia di Enzo G. Castellari - sceneggiato TV (1996); La voce del sangue, regia di Alessandro Di Robilant - miniserie TV (1999); San Paolo, regia di Roger Young - miniserie TV (2000); La Sacra Famiglia, regia di Raffaele Mertes - miniserie TV (2006); Il sangue e la rosa, regia di Luciano Odorisio, Luigi Parisi e Salvatore Samperi - miniserie TV (2008); Sant'Agostino, regia di Christian Duguay - miniserie TV (2010); Law & Order - Unità vittime speciali (Law & Order: Special Victims Unit) - serie TV, 1 episodio "Terra bruciata" (2011). E ne abbiamo citate solo una minima parte delle decine portate al successo sul piccolo schermo. 
Dunque, decine e decine di film e di fiction, e in più cortometraggi e, se non bastasse, anche alcuni dischi, due album, nel 2009 Mi Ricordo, edizioni Musicali Sifare, e nel 2013 Christamas Night, oltre ad alcuni singoli.  

In tutto questo una vita privata affascinante, permeata da un appassionante amore che tra alti e bassi, va avanti ormai da 50 anni, quello con la grande attrice inglese Vanessa Redgrave sposata in gran segreto nel 2006. 
E di nuovo lasciamo che a parlarne sia proprio Franco: “Con Vanessa Redgrave, stiamo insieme da 50 anni. La conobbi in Spagna, durante le riprese di Camelot. Chiesi chi fosse l'attrice che doveva interpretare la regina Ginevra e mi dissero che era Vanessa Redgrave. Ci trasferimmo a Los Angeles e il regista mi presentò Vanessa. Vidi questa donna con occhiali, senza trucco e jeans strappati. All'incontro, fui molto freddo e al regista dissi che era un mostro! Vanessa, poco dopo, mi scrisse un invito in italiano, invitandomi a cena. Il giorno dopo, mi presentai a casa sua ed era bellissima. […]Dopo due anni, nacque nostro figlio Carlo. Poi ci lasciammo. Lei aveva già due figli quando ci mettemmo insieme. Io feci da padre anche ai suoi figli. Eravamo separati ma fummo molto intelligenti per i bambini. Volevo che i tre ragazzi stessero sempre insieme. Ci ritrovammo e ci siamo sposati nove anni fa. La cosa importante è la stima che c'è tra di noi. Lei è una donna eccezionale. Nostro figlio Carlo ha 46 anni. Ho cinque nipoti. Siamo una famiglia allargata. Quando stiamo tutti insieme, è una festa, è una gioia, è incredibile.”

In un’altra intervista, stavolta rilasciata a Grazia, alla domanda su come sia stata la sua vita, Franco Nero ha risposto: “Una favola! Da contadino un po’ intellettuale, che ama la pesca e i suoi silenzi, ho avuto soddisfazioni enormi. La saggezza delle mie umili origini mi ha aiutato molto”. 
Come dargli torto? Dalla vita Franco Nero ha avuto tutto: successo, denaro, ammirazione, donne bellissime e una compagna fantastica, affascinante e intelligente oltre che bella, figli e nipoti, eppure non ha mai ceduto al divismo becero, non ha mai ostentato il grande successo, preferendo coltivare le passioni di sempre, appunto il mare e la pesca, insieme agli amici di  una vita, fossero essi importanti personaggi del mondo dello spettacolo o sconosciuti. Capace di lasciare che le luci della ribalta si spegnessero su di lui quando non erano necessarie… una cosa davvero rara. 

autore / intelligo
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