Pensioni news, Ape agevolata, quota 41 e Opzione Donna: ultimi cambiamenti

24 novembre 2016 ore 16:22, Luca Lippi
È stata travagliata la notte in commissione bilancio della camera, ormai alla stretta finale, oltretutto anche i tempi sono piuttosto stretti e si infittiscono gli impegni per i parlamentari e gli addetti ai lavori che comunque sono alle prese con i referendum del 4 dicembre ormai alle porte.
Dunque di seguito si possono finalmente inserire per quanto riguarda la riforma delle pensioni realmente delle novità e siamo anche a una lettura definitiva, per questo motivo andiamo a un riassunto inserendo le ultimissime novità dopo la nottata.
Arriva dalla Camera l'estensione per l'accesso alla pensione anticipata tramite Opzione Donna
Le porte dell'Inps si apriranno per le pensionande dell'ultimo trimestre 57 e 58 (a seconda che siano dipendenti o autonome) con almeno 35 anni di versamenti maturati al 31/12 del 2015. 
Per poter fruire della misura, sarà necessario anche aver acquisito il requisito anagrafico, fissato rispettivamente a 57 anni e 7 mesi (un anno in più per le lavoratrici autonome). 
Nell'emendamento si legge anche che la decorrenza alla quiescenza potrà partire in qualsiasi momento dopo la prima maturazione del diritto, cioè ad un anno dall'ottenimento del requisito.
Inoltre si ingloba nella manovra anche l'ottava salvaguardia che è un nuovo provvedimento legislativo contenuto all'interno della Legge di Bilancio per il 2017 che consentirà di mantenere in vigore, in via eccezionale, le vecchie regole di pensionamento, vigenti sino al dicembre 2011, nei confronti di determinati soggetti che il legislatore ritiene meritevoli di una particolare tutela previdenziale. A costoro continueranno ad applicarsi tout court le vecchie disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza anche se il diritto al pensionamento di matura dopo il 31 dicembre 2011. 
I profili di tutela ammessi
Cinque i macro profili di tutela tutti mutuati dall'ultima salvaguardia, la settima, contenuta nell'articolo 1, comma 263 e ss. della legge 208/2015: mobilità, autorizzati ai volontari, cessati dal servizio con accordi o senza con il datore di lavoro, in congedo per assistere familiari con disabilità gravi, con contratto a tempo determinato. 
Più nello specifico e riassumendo, gli emendamenti  alla Legge di bilancio sull’ampliamento dell’Ape agevolata, o Ape sociale, cioè dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni, sono molto numerosi: si va dall’abolizione del requisito degli ultimi 6 anni di vita lavorativa impiegati in lavori usuranti, all’inclusione, tra i familiari assistiti, anche del convivente, sino alla riduzione del requisito contributivo richiesto per ogni anno di assistenza prestata al familiare portatore di handicap. 
Gli stessi emendamenti sono stati presentati anche per quanto riguarda la pensione anticipata dei lavoratori precoci con 41 anni di contributi, poiché le categorie di lavoratori coinvolte nel beneficio coincidono.
Sia per l’Ape sociale che per la pensione con quota 41, con difficoltà però, perché come già scritto nei giorni precedenti le risorse a disposizione sono limitate. 
Per quanto riguarda l’Opzione donna, grazie alle risorse risparmiate, si è potuto procedere alla proroga e verso l’ampliamento delle lavoratrici beneficiarie dell’agevolazione.

Pensioni news, Ape agevolata, quota 41 e Opzione Donna: ultimi cambiamenti

Opzione Donna
L’opzione donna consiste nella possibilità, per le sole lavoratrici, di pensionarsi con 35 anni di contributi e:
-57 anni e 3 mesi di età, se lavoratrici dipendenti;
-58 anni e 3 mesi di età, se lavoratrici autonome;
-previa attesa di un periodo di finestra pari a 12 mesi per le dipendenti e a 18 mesi per le autonome.
I requisiti di età e contribuzione dovevano essere raggiunti entro il 31 dicembre 2015, ma, con tutta probabilità, l’Opzione sarà estesa al 31 luglio 2016, con i seguenti requisiti:
-57 anni e 7 mesi di età, se lavoratrici dipendenti;
-58 anni e 7 mesi di età, se lavoratrici autonome;
-previa attesa di un periodo di finestra pari a 12 mesi per le dipendenti e a 18 mesi per le autonome.
È appena giunto, difatti, il risultato del cosiddetto contatore, che misura le risorse residue destinate a questa opzione: per la precisione, sono disponibili, per la proroga dell’Opzione donna, 58 milioni di euro, poiché, su 160 milioni di euro, destinati all’Opzione dalla Legge di stabilità 2016, ne sono stati spesi circa 81 milioni, mentre 20 milioni sono gli oneri stimati fino a fine anno 2016.
La proroga, insomma, sarebbe sicura ed è allo studio un’ulteriore misura che amplierebbe l’attuale agevolazione, l’Opzione donna social: questa nuova misura è stata annunciata dal sottosegretario Nannicini, che però non ha fornito ulteriori delucidazioni, in quanto si trova attualmente in fase iniziale e ci sono diversi aspetti da definire. Il sottosegretario ha però precisato che l’Opzione donna social non va assolutamente confusa con l’Ape sociale.
 
Ape sociale
L’Ape agevolata, o Ape sociale, è una prestazione che anticipa la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi: in pratica, si può accedere al trattamento con un minimo di 63 anni di età. L’Ape sociale sarà riservata solo ad alcune categorie di lavoratori:
-disoccupati privi di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, se possiedono almeno 30 anni di contributi;
-lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%, con almeno 30 anni di contributi;
-lavoratori che hanno accudito per almeno 6 mesi un familiare disabile, portatore di handicap grave secondo la Legge 104, coniuge o parente di 1° grado convivente, con almeno 30 anni di contributi;
-lavoratori che, al momento del pensionamento, svolgono da almeno sei anni in via continuativa lavori usuranti [1], oppure attività lavorative particolarmente gravose e rischiose (in questo caso il requisito contributivo è di almeno 36 anni):
-operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
-conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
-conciatori di pelli e di pellicce;
-conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
-conduttori di mezzi pesanti e camion;
-professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
-addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
-professori di scuola pre-primaria;
-facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
-personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
-operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
L’Ape sociale non potrà superare i 1.500 euro mensili, erogati per 12 mensilità; i beneficiari di Ape sociale potranno svolgere attività lavorativa, ma il limite massimo di reddito cumulabile sarà di 8.000 euro annui, come avviene per gli ammortizzatori a sostegno del reddito.
Alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (dal 2018, 66 anni e 7 mesi di età), l’Ape sociale non è più erogata e il lavoratore inizia a percepire la pensione di vecchiaia. L’Ape sociale, al contrario dell’Ape volontaria, non determina alcuna decurtazione della pensione perché è una prestazione di assistenza erogata dallo Stato e non deriva dal prestito di una banca.
 
Pensione anticipata quota 41
La pensione anticipata quota 41 consiste nella possibilità di pensionarsi con il possesso di soli 41 anni di contributi (anziché con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, come previsto per la pensione anticipata ordinaria), senza alcuna penalizzazione sull’assegno.
Possono ottenere la pensione con 41 anni di contributi i lavoratori facenti parte delle categorie beneficiarie dell’Ape sociale, ma soltanto se precoci. È considerato lavoratore precoce chi possiede almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivi accreditati prima del compimento del 19° anno di età.
 
Ape sociale e pensione quota 41
I numerosi emendamenti prevedevano un ampliamento delle categorie ma purtroppo non si è potuto dare seguito a tutte le richieste, le risorse stanziate sono limitate. 
Al contrario, è possibile che non tutti coloro che possiedono i requisiti per i benefici possano rientrarvi: in base al testo provvisorio della Legge di bilancio, la priorità, per il riconoscimento delle agevolazioni, sarà attribuita, in primo luogo, con criteri che dipenderanno dalla cessazione dell’attività lavorativa e, in seconda istanza, dall’ordine cronologico di invio delle domande di pensione-beneficio. I criteri saranno comunque precisati con puntualità da un Dpcm ( decreto del presidente del Consiglio dei Ministri).

Dichiarazioni
Orietta Armiliato del comitato Opzione Donna esprime delusione per il correttivo relativo all'opzione del cumulo che non ha trovato accoglimento. "Dunque, esito negativo e questa è davvero un'iniquità, un'ingiustizia che in qualche modo dovrà essere sanata, noi ci abbiamo provato con il nostro pressing ed i nostri sommiamo più casse e per amore di equità mentre opzione donna nessuna esclusa coniato lo scorso anno proprio nel momento di passaggio della lettura della LdS dal Senato alla Camera, ci ha accompagnate per questi undici mesi affiancato a contiamo sul contatore per manifestare con i mezzi a disposizione le nostre ragioni".
Non è mancato nelle dichiarazioni diffuse ieri dal Comitato anche un pensiero per i parlamentari che hanno lavorato agli emendamenti correttivi, il cui testo è stato pubblicato all'interno del gruppo. "Un grazie di cuore all'On. Anna Giacobbe che ce ne ha fornito tempestivamente il testo, un grazie particolare al Presidente Cesare Damiano, all' On. Patrizia Maestri, all'On. Davide Baruffi, all' On.Luisa Albanella, all' On.Marco Miccoli per il complesso lavoro di mediazioni e, come sempre, uno speciale grazie va all' On. MariaLuisa Gnecchi senza la quale, tutto questo, non sarebbe stato possibile" ha ricordato Orietta Armiliato. Sulla vicenda è intervenuta anche Dianella Maroni, con un post rivolto alle proprie iscritte: "è stata dura ed è stata sofferta però possiamo dire di essere vicinissime alla meta. L'emendamento del Governo è una garanzia, si tratta solo di aspettare l'approvazione in Parlamento" ha affermato la rappresentante delle lavoratrici. "Stesso film dello scorso anno, ansia a gogò, alti e bassi, pazienza infinita... però ci siamo" ha concluso Maroni, ringraziando "l'On. Luisa Gnecchi e tutti i nostri parlamentari preferiti".

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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