Reggia di Caserta, dal degrado alla rinascita: restauro facciate al top

24 novembre 2016 ore 16:22, Americo Mascarucci
Sono stati portati a termine in questi giorni i lavori di restauro delle facciate esterne ed interne della Reggia di Caserta, finanziati con fondi europei. 
Gli interventi partirono dopo alcuni crolli dalle facciate di materiale lapideo verificatisi tra il settembre e l'ottobre del 2012. 
Sono stati così eliminati i ponteggi che proteggevano la facciata gravemente danneggiata e completati i lavori di messa in sicurezza. Gli oltre 250 metri realizzati in laterizio e travertino sono oggi di nuovo visibili: sia dal lato rivolto alla piazza d'Armi, che quelli interni al parco. 
I lavori di restauro, articolati in tre lotti eseguiti da aziende italiane specializzate e riconosciute come eccellenze nel settore, sono durati complessivamente 2 anni e mezzo ed hanno investito una superficie di circa 74.000 mq. 
Il progetto di restauro appaltato, redatto dalla Soprintendenza nel periodo in cui le era affidata la gestione della Reggia, aveva individuato come causa principale dei distacchi di porzioni di pietra dalle facciate l'ossidazione degli antichi ancoraggi in ferro, dovuta all'infiltrazione di acqua piovana.
L'avvio dei cantieri ha consentito di eseguire indagini strumentali, prove distruttive e ispezioni ravvicinate mirate all'approfondimento della diagnosi iniziale.
Prima del restauro furono tanti i crolli dalle facciate, la maggior parte dei quali causati da infiltrazioni d’acqua e piante selvatiche, che crescevano incontrollate nelle crepe fino a spaccare le superfici. 
L'equipe dei geologi coordinata dal professor Maurizio de Gennaro ha effettuato la mappatura delle disconnessioni del materiale lapideo su un campione della facciata, individuando un grado di suscettibilità al distacco classificato in tre livelli di rischio: medio alto, alto e molto alto. 

Reggia di Caserta, dal degrado alla rinascita: restauro facciate al top
La causa principale dei distacchi di porzioni di pietra dalle facciate è stata indicata nell'ossidazione degli antichi ancoraggi in ferro, dovuta all'infiltrazione di acqua e favorita dalla crescita di erbe infestanti negli sporti delle cornici. 
Le imprese aggiudicatarie dei lavori hanno così restituito alla collettività uno dei monumenti più belli e famosi d’Italia. Il direttore Mauro Felicori e il soprintendente all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio di Caserta e Benevento, Salvatore Buonomo, hanno presentato  i restauri durante l’evento "La Reggia riscoperta".
Costruita a partire dal 1752 su progetto di Luigi Vanvitelli, la Reggia, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1997, fu voluta fortemente dal Re di Napoli Carlo di Borbone: competere per splendore e maestosità con la meravigliosa reggia di Versailles, questo l'obiettivo del sovrano. 
Un obiettivo decisamente raggiunto, considerando che ancora oggi la Reggia di Caserta costituisce, con le sue sale riccamente decorate e i suoi suggestivi giardini, una delle meraviglie più apprezzate e visitate in Europa. 



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