Capalbio, sinistra snob come Lega. Abbate: "Non capiscono l'altro, Napolitano ultima icona"

24 novembre 2016 ore 13:01, Adriano Scianca
"A Capalbio c'è una sinistra che non comprende il dissimile, ciò che è altro da sé". Parola dello scrittore Fulvio Abbate, che quel contesto lo conosce bene: "Una volta ci andai in vacanza e mi ricordo che...".

Alla fine hanno vinto i cosiddetti “radical chic di Capalbio”: niente profughi nella nota località balneare...

«Io credo che gli extracomunitari non potevano rappresentare che un arricchimento umano e spirituale nel contesto di Capalbio. E non è un paradosso. Lo dico avendo presente la banalità del contesto di Capalbio. Un luogo che ha avuto una sola persona straordinaria: Mario Missiroli. Un uomo di grande intelligenza, ironia e senso del paradosso. Morto Missiroli, Capalbio ha come simboli l'insostenibile Napolitano, e lo dico da ex Pci, e Chicco Testa, orgoglioso di cavalcare sulla battigia».

Capalbio, sinistra snob come Lega. Abbate: 'Non capiscono l'altro, Napolitano ultima icona'

Ma allora la sinistra snob e solidale solo a parole esiste veramente, non è uno stereotipo della propaganda di Salvini.

«Certo che esiste. È una sinistra che non comprende il dissimile, ciò che è altro da sé. Io credo che se gli extracomunitari vengono impiegati in lavori socialmente utili, allora c'è solo una crescita per il territorio. Se invece a Capalbio vogliono stare lì tutti belli, bianchi e col tacco Jimmy Choo lo dicano chiaramente. Che poi sull'immigrazione anche Salvini dica delle cose strumentali è un altro conto. Ma mi rendo conto che per la cultura di destra è difficile accettare che l'Occidente è morto, soltanto l'Alì dagli occhi azzurri profetizzato da Pasolini riuscirà a salvarlo, occupando le terre dell'Occidente venendo dal sud del mondo. Noi siamo morti».

Ma lei, Abbate, ci è mai andato in vacanza a Capalbio?

«Ci sono andato tanti anni fa, avevo la fortuna di condividere l'ombrellone con Mario Missiroli, appunto. Erano i giorni del golpe in Russia sventato da Eltsin. C'erano delle immagini che urlavano vendetta. La sensazione di coloro che la frequentavano era di appartenere a un'élite speciale, ma senza mai autentica verve e autentico gusto per la vera conversazione. Non ho mai visto un vero dandy a Capalbio, a parte Missiroli».
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