Influenza, già a letto 260 mila persone ma saranno 5 milioni

24 novembre 2016 ore 16:54, Luca Lippi
L’influenza sta per colpire favorita dalla stagione e soprattutto veicolata da quanti (per diversi motivi a contatto con altre persone) l’hanno già contratta. Infatti il virus influenzale ha già mietuto le sue vittime, a partire da metà ottobre 260 mila persone sono quelle finite a letto con febbre, tosse, raffreddore e male alle ossa; e altri 850 mila sono stati colpiti 'solo' da sindromi respiratorie acute. 
Il picco dell'influenza, se non ci saranno variazioni significative, è previsto tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. Quindi c'è ancora tempo per correre ai ripari, e i medici di famiglia lanciano un appello perché tutti i cittadini si vaccinino. L'influenza, sottolineano, non è un male da prendere sottogamba visto che ogni anno provoca una media di 8 mila decessi. 
Al momento la stima della popolazione totale soggetta ad essere colpita dall’influenza stagionale prevede circa cinque milioni di unità, e la vaccinazione potrebbe comunque porre un argine a questa stima.
Riguardo la vaccinazione, spiega Claudio Cricelli, presidente Nazionale dei medici di famiglia,deve essere rivolta a tutti perché più i cittadini si vaccinano maggiore è la protezione generale. Questo si chiama ‘effetto gregge’ e ci consente di contenere la diffusione del virus, di salvaguardare la salute, soprattutto delle categorie a rischio, e ridurre i costi indiretti, quantificabili in 1,6 miliardi ogni stagione influenzale".
Particolarmente attenzionati sono gli anziani o in generale i soggetti deboli, con malattie pregresse “naturalmente i primi a doversi vaccinare sono i cittadini affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini, donne in gravidanza. Per queste persone il vaccino è gratuito e basta recarsi al più presto dal proprio medico di famiglia. Tutti gli altri possono acquistarlo in farmacia”, precisa il dott. Cricelli.
Il vicepresidente dell’associazione medici di famiglia, Ovidio Brignoli aggiunge: "Purtroppo i tassi di vaccinazione nel nostro Paese sono in costante diminuzione. E' un dato preoccupante che deve far riflettere tutti. Noi medici di famiglia siamo quelli più a stretto contatto con i cittadini e quindi dobbiamo incentivare il più possibile il ricorso all'immunizzazione. E dobbiamo dare per primi il buon esempio vaccinandoci. Tuttavia solo il 7% dei medici si protegge, un dato decisamente troppo basso. Ci auguriamo che quest'anno ci sia un incremento delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari". 

Influenza, già a letto 260 mila persone ma saranno 5 milioni

L’influenza ed il raffreddore comune sono provocati da virus, quindi facilmente contrastabile con un vaccino adeguato. Le persone si ammalano più spesso in inverno perché più esposti agli attacchi esterni rispetto all’estate o alla primavera. Quando fuori fa freddo, le persone se ne stanno in casa e questo è il luogo dove ci sono e si diffondono più facilmente germi. Anche a scuola i bambini sono vicini gli uni agli altri tutto il giorno e non hanno paura dei germi. Con così tante persone in ambienti così chiusi, il rischio di contagio è molto più elevato quando fuori fa freddo rispetto a quando fa caldo e le persone se ne stanno all’aperto.
Si evidenzia poi che i virus si diffondono più facilmente con l’aria secca: quando fuori fa freddo, l’aria è più secca sia all’esterno che all’interno (dove le persone hanno il riscaldamento acceso) e questa condizione potrebbe aiutare i batteri e virus a passare da una persona all’altra.
In ultimo, ma non per importanza, il freddo è in grado di abbassare le difese immunitarie, rendendo più suscettibili alle infezioni esterne.
Quindi non è la stagione fredda in assoluto a provocare il raffreddore, rende solo più facile la diffusione di virus. 
Per quanto riguarda i rimedi contro l'influenza 2016, Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, intervistato dall'agenzia di stampa Ansa, ha sottolineato che è bene non abusare degli antipiretici. "E' bene agire sulla febbre ma in modo misurato, senza eccedere, perché la febbre 'mette a disagio' il virus, aumenta la circolazione del sangue e con essa quella degli anticorpi contro il virus. Se invece è troppo bassa può favorire la proliferazione del virus. Quindi, se è meno di 38, si può tollerare".

autore / Luca Lippi
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