"C'è posta per te dalla Ue". Quando Bruxelles scriveva a Berlusconi (con ben altro tono...)

24 ottobre 2014 ore 13:49, Adriano Scianca
'C'è posta per te dalla Ue'. Quando Bruxelles scriveva a Berlusconi (con ben altro tono...)
Ci sono letterine e letterine. Sia Berlusconi che Renzi hanno ricevuto missive da Bruxelles, ma il tenore delle stesse è molto diverso. Era il 4 novembre 2011 quando l'allora commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, scriveva al ministro dell'Economia italiano dell'epoca, Giulio Tremonti, chiedendo una manovra aggiuntiva per garantire la tenuta dei conti pubblici. L'Ue dava al governo appena una settimana per rispondere a un questionario di cinque pagine per un totale di trentanove punti dettagliatissimi in cui si chiedevano chiarimenti su ogni singolo aspetto della politica economica dell'Italia. Il tenore della missiva era fortemente imperativo, tanto da far parlare di “commissariamento” del governo italiano, all'epoca in crisi di credibilità internazionale in seguito al tormentone dello spread. Pochi giorni prima, esattamente il 26 ottobre dello stesso anno, era stato invece Berlusconi stesso a inviare una lettera alla Ue, elencando tutta una serie di misure che il governo intendeva prendere di lì a breve. Ma gli scambi epistolari Roma-Bruxelles, a dirla tutta, erano inziati qualche mese prima, con la lettera che il 5 agosto 2011, al culmine di una drammatica crisi delle borse europee ed un forte ampliamento del differenziale tra i tassi sui titoli italiani e quelli tedeschi, il governatore uscente della Bce, Jean Claude Trichet, e quello in pectore, Mario Draghi, avevano inviato al Cavaliere, indicando una serie di misure da attuarsi al più presto. Rispetto a questi precedenti, la missiva scritta dal responsabile Ue per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività, il finlandese Jyrki Katainen, è indirizzata al titolare dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha tutt'altro tenore. Il giudizio vero e proprio dell’Ue sul bilancio italiano verrà reso noto il 29 ottobre e l'invio della lettera con la richiesta di chiarimenti è un atto dovuto in base alle normative comunitarie. E infatti Katainen precisa di chiedere informazioni “in linea con le regole dell'Articolo 7(2) del Regolamento (EU) N° 473/2013 del 21 maggio 2013”. La norma citata, testualmente, recita: “In deroga al paragrafo 1, nei casi eccezionali in cui, previa consultazione dello Stato membro interessato entro una settimana dalla presentazione del progetto di documento programmatico di bilancio, la Commissione riscontri un'inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria definiti nel PSC, essa adotta il proprio parere entro due settimane dalla trasmissione del progetto di documento programmatico di bilancio. Nel parere la Commissione chiede che sia presentato un progetto riveduto di documento programmatico quanto prima e comunque entro tre settimane dalla data del suo parere. La richiesta della Commissione dev'essere motivata e resa pubblica”.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]