Quando il buonismo si fa apartheid: a Torino arriva il bus per soli rom

24 ottobre 2014 ore 14:20, Adriano Scianca
Quando il buonismo si fa apartheid: a Torino arriva il bus per soli rom
Ricordate il “muro di Padova”, ovvero la barriera eretta verso la fine del 2006 nella città veneta per isolare un complesso abitato da spacciatori e delinquenti dal resto della città? Artefice della misura estrema fu l'ex esponente Pci, oggi Pd, Flavio Zanonato. Segno che l'approccio morbido di una certa sinistra rispetto a immigrazione e delinquenza, quando si scontra con le durezze della realtà, finisce per rovesciarsi in atteggiamento poliziesco e ghettizzante. Un altro esempio della stessa dinamica lo vediamo ora a Torino. Dove arriva addirittura la proposta di istituire una linea di bus solo per rom. L'idea non è venuta a qualche estremista della Lega ma addirittura a Sel e Pd. Questi i fatti: sembra che la linea 69 del bus, quella che da piazza Stampalia arriva a Borgaro e che passa davanti al campo nomadi vicino all'aeroporto nella periferia della città, sia diventata invivibile: furti, violenze, molestie. Claudio Gambino, il sindaco di Borgaro Torinese, che è del Pd e che governa insieme a Sel, ha allora avuto un'idea geniale: due linee separate, una per i nomadi, l’altra per i cittadini di Borgaro. Si tratterebbe di aggiungere una linea che finisca a due passi dal campo nomadi in modo che a usufruirne siano solo i rom. Quella già esistente, invece, resterebbe agli altri cittadini. Non c'è la scritta “Only italians”, ma certo l'impressione di una sorta di apartheid è forte. E infatti già infuriano le polemiche. Sarebbe piuttosto interessante chiedersi se fra il buonismo che sta a monte e le misure disperate a valle non sia possibile intervenire in modo diverso, più lungimirante e finalmente risolutivo.
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