La password della settimana: Ecoballe

24 ottobre 2015, Paolo Pivetti
La password della settimana: Ecoballe
Nell’antica lingua greca, verso cui siamo abbondantemente debitori, òikos significa casa. Di qui intere famiglie di vocaboli e di concetti con prefisso eco-  che nella nostra lingua coprono vari significati direttamente o indirettamente connessi con l’idea di casa: innanzitutto eco-nomia, cioè cura e amministrazione della casa, o della patria se necessario, che è una casa allargata a tutti, e questo è termine antico. Poi, di nascita molto recente, la famiglia di eco-logia che è studio, dunque conoscenza, della casa in quanto ambiente in cui viviamo. È quest’ultima la discendenza più diffusa. 

Si va da ecosistema a ecoarchitettura, da ecocatastrofe a ecoagricoltura, da ecoeconomia (due prefissi “eco” uno dietro l’altro: orrore!) a ecoincentivi (altro orrore cacofonico!); da ecosostenibilità a ecocompatibilità, per citare solo alcune voci di questo ecolemmario che, riflettendo e spesso ampliando le ansie del nostro tempo, si fa sempre più ricco. L’offensiva ecologica ha aperto orizzonti nuovi e battaglie critiche agguerrite sul tema della difesa dell’ambiente. Il fronte più caldo di questa guerra è quello che riguarda il “Riscaldamento Globale”, da anni cavallo di battaglia ideologico, elevato ormai a dogma centrale del Pensiero Unico ecocatastrofico dominante.

L’ultimo allarme, lanciato dalla National Academy of Sciences americana, (e registrato puntualmente da Intelligo) profetizza scenari rovinosi per molte città della Terra a causa dell’innalzamento dei mari. Secondo questo studio, entro il 2100 sarebbero più di quattrocento le città americane a rischiare di finire perdute per sempre sott’acqua. Ma può andare davvero così? È un allarme fondato? C’è chi tenta di opporsi a questi eccessi dell’ecocatastrofismo. Il caso più recente, e drammatico, è quello di Philippe Verdier, capo dei servizi meteo di France 2, la più importante rete della televisione pubblica francese, e del suo libro “Climate Investigation” appena pubblicato.

“Politici e scienziati tengono la gente in ostaggio di uno scandalo planetario sui temi del cambiamento climatico - scrive Verdier -  una vera e propria guerra impegnata a costringerci in uno stato di paura. Dietro a questo sistema ci sono scienziati manipolati e politicizzati. A questo si aggiungono media miopi che si schierano e censurano...”. È una denuncia senza mezzi termini, che, da una fonte popolare come il conduttore della più seguìta rubrica meteo di Francia, toglie il velo da un altro membro della grande famiglia ecologica: le ecoballe. Risultato: dal giorno della presentazione del suo libro Verdier non tiene più la rubrìca meteo su France 2. Il pensiero unico ecocatastrofista non ammette opposizioni ai suoi dogmi.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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