Dopo le primarie, altro successo in tv per la Clinton versione Claire Underwood

24 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Dopo le primarie, altro successo in tv per la Clinton versione Claire Underwood
Sembrava una scena dell'ultima serie di House of Cards, la celebre serie tv apprezzata anche da Obama. Protagonista in questo caso è stata Hillary Clinton, in versione Claire Underwood, messa sotto torchio proprio come nella fiction, dalla commissione parlamentare incaricato per l’ennesima volta di investigare l’assalto dell’11 settembre 2012 contro il consolato americano di Bengasi.

L'ex first lady se l'è cavata molto bene, nonostante la durata dell'audizione: 11 ore, dalla 10 di mattina alle 21. Tranquilla, seria, composta, mai un gesto fuori posto, troppo "politica" per cadere nelle trappole, negli attacchi e nelle provocazioni. Ha aperto con una testimonianza che volava alto: «Ritirarsi dal mondo non è una opzione, l’America non può rinunciare alla sua responsabilità di guidare», poi ha onorato le vittime di quell’attacco, sottolineando che Stevens e i suoi colleghi conoscevano i rischi che correvano e li accettavano perché senza missioni pericolose gli Usa non possono difendere i propri interessi.
Dopo le primarie, altro successo in tv per la Clinton versione Claire Underwood

Una prova da vero presidente, come ha sottolineato sul profilo facebook della sua campagna elettorale alla fine dell'audizione: "Oggi Hillary ha retto davanti agli attacchi di parte. Adesso potete stare con lei". Ha lasciato litigare gli altri, repubblicani e democratici, i primi intenti a fare domande sulla notte di Bengasi, sulle comunicazioni con l'ambasciatore Chris Stevens, morto nell'attacco, sull'account e-mail e il server privati, i secondi più morbidi e pronti a proteggerla nei passaggi più delicati con una certezza finale: la Clinton ha superato a pieni voti il test mediatico, bissando il successo ottenuto solo 9 giorni prima durante il confronto tv tra i candidati democratici.
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