Manovra 2017, suspance: da Bruxelles probabile richiesta di chiarimento

24 ottobre 2016 ore 10:38, Luca Lippi
Che lettara sarà veramente quella in arrivo da Bruxelles destinazione governo italiano? È l’osservazione alla manovra 2017, una fisiologica procedura dopo che la Commissione ha preso in analisi le proposte dell’esecutivo, è la procedura che avviene per ogni Paese aderente all’Ue.
Cosa diversa, però, è il contenuto!  
Per chiarire ulteriormente, la Commissione si prepara ad inviare all'Italia e altri 5-6 paesi le lettere con le richieste di chiarimento sulle bozze di bilancio prima del giudizio atteso per fine mese. ‘Chiarimento’, non un vero e proprio richiamo (al momento), il giudizio poi sarà comunicato solamente a fine mese, giudizio che potrà essere completo solo dopo i chiarimenti richiesti.
Che vi siano delle criticità è piuttosto comprensibile, la polemica fra Matteo renzi, Padoan e l’Ue è cominciata già qualche settimana fa, e continua al momento sul binario politico più che su quello finanziario vero e proprio.
Matteo Renzi anticipa un eventuale contenuto negativo della nota cercando di alzare i toni per primo per mettere in condiozione l’Ue di rispondere smorzandoli "L'Europa deve scegliere: o abbandonare la strada dell'austerity e degli zerovirgola e stare con l'Italia, oppure continuare a chinare la testa verso i paesi come l'Ungheria che ignorano le regole sui migranti".
Nei fatti, Bruxelles è intenzionata ad un sostanziale ok sulle spese per i migranti e la ricostruzione post-terremoto, mentre avrebbe dubbi sulle troppe una tantum ed il piano nazionale di salvaguardia anti-sismica. 
Matteo Renzi però non allenta la polemica, e dalla trasmissione ‘in Mezzora’ fa sapere: “Non è importante, non è decisivo, lo 0,1% o questa legge di bilancio. L'elemento di discussione con l'Ue è il bilancio europeo dei prossimi anni, noi siamo impegnati in una battaglia storica perché il bilancio Ue tenga insieme diritti e doveri", ha aggiunto, ribadendo la linea annunciata giovedì agli europarlamentari del Pd e sostenuta dopo il vertice europeo: l'Italia, guida del fronte progressista europeo, è impegnata per un profondo cambio di direzione dell'Europa. 
Fonti europee già nei giorni scorsi hanno riferito della "sorpresa" con cui ai piani alti della Commissione è stata accolta la bozza della manovra, dopo che alla fine di settembre era stato raggiunto un accordo sul tetto del 2,2% di deficit nominale, salito a 2,3% nella proposta poi effettivamente presentata. E sono trapelate le riserve sull'andamento del deficit strutturale. 

Manovra 2017, suspance: da Bruxelles probabile richiesta di chiarimento

In attesa delle lettere che oggi partiranno per l'Italia ed altri paesi, tra cui Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse Francia e/o Olanda, il premier sposta il dibattito sul piano politico. 
Renzi aveva argomentato che l'Italia non si aspetta una bocciatura, semmai procedure di infrazione per chi non rispetta le norme sui migranti. Ed aveva anticipato che nella battaglia per il futuro bilancio europeo 2019-2026, l'Italia non sarà disposta a continuare a dare soldi "ogni anno versiamo 20 miliardi e ne riprendiamo 12" che vanno a favore dei paesi dell'est se questi continueranno a rifiutare la solidarietà per la distribuzione dei migranti. Ed aveva anche sottolineato che per uscire dalla crisi "il modello americano di Obama ha funzionato, quello dell'austerity europea no". 
Un livello di confronto "alto", quello impostato dall'Italia con Bruxelles, che ufficialmente non commenta le parole di Renzi né quelle di Padoan. 
In Commissione nessuno vuole creare problemi all'Italia in vista del referendum.
Tuttavia un gruppo di falchi che continua a considerare le regole del fiscal compact più importanti di qualsiasi ragionamento politico. 
Matteo Renzi sul fiscal Compact invece è andato allo scontro frontale "votato da Monti, Berlusconi, Bersani", ha ricordato Renzi ribadendo che intende "metterlo in discussione".
La commissione nella lettera di chiarimento solleva dubbi che essenzialmente sarebbero due: sul fronte delle nuove entrate si rileva che non sono strutturali ma legate a troppe 'una tantum', mentre su quello delle uscite ci sono dubbi sul piano nazionale di salvaguardia anti-sismica. Difficile considerarlo come frutto di una circostanza eccezionale, in un paese altamente sismico come l'Italia. 
Intanto, non sembra ancora aver assunto una forma definitiva il testo della legge di bilancio, attesa in Parlamento già dal 20 ottobre, ma non ancora approdata in Commissione. "Siamo assolutamente in regola. C'è un termine, il 20 ottobre, che non è perentorio", si è giustificato Renzi, assicurando che il governo presenterà la legge in settimana.

autore / Luca Lippi
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