L'ultima Lady Gaga è "Joanne" e pensa a Amy Wineouse

24 ottobre 2016 ore 10:27, Lucia Bigozzi
La ‘nuova’ Lady Gaga non ha nulla a che spartire con quella di ieri. Oggi si racconta e si reinterpreta in “Joanne”, un lavoro assolutamente innovativo rispetto a come i fans sono abituati a vedere e a seguire l’artista. Lady Gaga ha attraversato un percorso di crescita artistica e probabilmente umana che la propone al suo pubblico con meno ‘lustrini e pajettes’ e più sostanza, più contenuti. Via le provocazioni e gli eccessi del passato: non ci sono più al suo seguito gli effetti strabilianti degli strumenti musicali o degli abiti e degli accessori choc. Di Lady Gaga resta il soul pop, con melodie ad hoc che richiamano anche una vena più intimista ma al tempo stesso di impatto sul grande pubblico. Del resto l’artista ha attraversato di corsa i gradini del successo e adesso fa i conti con l’importanza del messaggio da trasmettere.  Con “Joanne” punta dunque sul pop con ritornelli accattivanti: tutto frutto della collaborazione con Mark Ronson, già noto per aver lanciato nel firmamento delle star musicali Amy Wineouse riaccendendo le sonorità tipiche della musica che ha accompagnato i ‘mitici’ anni 60 fino agli anni ’80-’90, quelli dei club newyorchesi. Così l’uso ‘pesante’ della techno lascia spazio a una musica disco coinvolgente ma dalle sonorità ‘calde’ che si manifestano attraverso l’uso di chitarre che trasmettono effetti più “caldi”. 

L'ultima Lady Gaga è 'Joanne' e pensa a Amy Wineouse
E’ il caso di “Diamond Heart”, brano che propone armonie particolari e di “Born This Way” e “John Wayne”, due testi che portano il contributo di Josh Homme dei Queen Of The Stone Age.
Ma c’è anche il reggae di “Dancin' In Circles” con la collaborazione di Beck, il ritmo di “A-YO”, tra clap e sitar. Ma ci sono anche sonorità che richiamano ballate ed è qui che si vede e si apprezza di più la ‘nuova’ Lady Gaga, come nel caso di “Million Reasons”, brano dalle sonorità country costruito sullo schema pianoforte, chitarra e voce. Per finire con “Angel Down” che offre un’immagine leggera, quasi eterea ma non per questo meno intensa. Importanti anche le collaborazioni: da Father John Misty a  Florence Welch. L’unico collegamento tra ieri e oggi che ci restituisce l’identità di Lady Gaga è "Perfect Illusion", ultimo brano del disco. Ma la nuova Lady Gaga è già “nata”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]