Fine Equitalia, non solo sconti su cartelle, tasse e multe. Nodo ruoli e dipendenti

24 ottobre 2016 ore 12:32, Luca Lippi
Una veloce panoramica sulla chiusura di Equitalia secondo quanto riportato nel disposto che ne decreta la chiusura.
Addio a Equitalia e agli interessi di mora; niente aliquota forfettaia al 35% per il contante nella 'voluntary disclosure'; via gli interessi sulle multe. 
Sono i punti principali del decreto 'disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili', firmato dal Presidente della Repubblica. 
Equitalia sarà soppressa a decorrere dal 1 luglio 2017 e al suo posto viene istituito un ente pubblico economico denominato 'Agenzia delle entrate-Riscossione'. 
Il decreto prevede la 'definizione agevolata' dei carichi affidati alla riscossione di Equitalia dal 2000 al 2015: i debitori potranno estinguerli senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora, e potranno dilazionare il pagamento di quanto dovuto in quattro rate. La terza rata entro il 15 dicembre 2017 e la quarta entro il 15 marzo 2018. 
Alle multe per violazioni al codice della strada saranno cancellati i soli interessi. 
Per quanto riguarda la procedura di collaborazione volontaria, il decreto stabilisce la riapertura dei termini per le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016: sarà possibile avvalersi della 'voluntary disclosure' fino al 31 luglio 2017. 
Abbandonata invece l’ipotesi dell’imposta forfait al 35% sul contante da regolarizzare.
Il decreto, inoltre, contiene misure per il potenziamento della riscossione e per il recupero dell’evasione, nonchè delle disposizioni sul credito d’imposta. Tra le novità, la trasmissione dei dati Iva su base trimestrale.
Dalla rottamazione delle cartelle di Equitalia e dal sistema di 'definizione agevolata' l’erario conta di ottenere un gettito di 2 miliardi.
Cos’è Agenzia delle entrate-Riscossione
La nuova Agenzia sarà un ente pubblico economico, quindi fuori dal perimetro della pubblica amministrazione. 
Presidente dell’ente sarà il direttore dell’Agenzia delle Entrate, ma non è automatico che tocchi a Rossella Orlandi visto che il suo incarico scade proprio a giugno, cioè alla vigilia della creazione della nuova struttura che nascerà a luglio. 
Lo statuto sarà approvato con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del Tesoro, e regolerà 'funzioni e competenze degli organi' oltre a indicare le entrate a disposizione dell’ente. 
Il decreto anticipa di fatto alcune norme della riforma Madia che danno più poteri sulle Agenzie fiscali alla presidenza del Consiglio. Il personale stabile verrà automaticamente trasferito da Equitalia all’Agenzia Riscossione senza soluzione di continuità, dopo aver superato un’apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. 
In sintesi non cambia assolutamente niente se non la modalità di riscossione, tuttavia, non cambiando gli ‘attori’ e soprattutto solo dopo un insignificante ‘camouflage’ dell’attuale struttura, è comprensibile ipotizzare che non cambi neanche la procedura e la modalità di recupero fino ad oggi contestata, non solo dai cittadini ma anche dalle istituzioni europee e soprattutto dall’Ocse. Tuttavia non ci sono stati cambiamenti dopo i rilievi delle istituzioni europee e sovranazionali, non si capisce perché le osservazioni saranno ora seguite.

Fine Equitalia, non solo sconti su cartelle, tasse e multe. Nodo ruoli e dipendenti

Perché i dipendenti Equitalia sono sul piede di guerra?
Non si capisce! Per i dipendenti di Equitalia, società controllata dal Ministero, ci dovrebbero essere meno complicazioni. Il vero choc potrebbe arrivare per chi lavora adesso nella vecchia Agenzia delle entrate. Loro sono dipendenti pubblici a tutti gli effetti. Spostarli nella nuova struttura significherebbe chiedergli di rinunciare al posto pubblico. Per questo saranno convocati uno a uno per chiedere loro di accettare? 
Cambierebbe tutto, non solo Equitalia, ma anche Agenzia Entrate, e dunque il passaggio dei dipendenti sarebbe sia da Agenzia entrate, sia da Equitalia.
Il nuovo ente pubblico economico guidato da Ernesto Maria Ruffini, dovrebbe accogliere tutto il personale di Equitalia e quello di Agenzia Entrate; stando a quanto si legge nella bozza del decreto il passaggio sarà da effettuarsi tramite 'procedura di selezione e verifica delle competenze, in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità'. 
La conseguenza più immediata sarebbe il licenziamento di coloro che non dovessero superare tale selezione? 
La scelta della forma dell'ente pubblico economico come il Demanio, consentirebbe il mantenimento dell'aura 'privatistica' eliminando l'obbligo costituzionale dell'assunzione per concorso pubblico.
Dobbiamo comunque necessariamente seguire la vicenda per capire meglio la situazione piuttosto confusa.

Che succede a chi ha debiti col fisco
Il decreto fiscale varato dal governo il 15 ottobre è stato firmato sabato 22 ottobre (dopo essere stato 'depurato' del forfait al 35% sulla sanatoria per i contanti) dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 
Prende così forma la sanatoria sulle cartelle esattoriali, stando alla Relazione tecnica, la cosiddetta "rottamazione" garantirà il prossimo anno un gettito di 2 miliardi di euro (non i 4 di cui si era parlato una settimana fa). Unitamente all’effetto degli interventi di potenziamento della riscossione, gli incassi saliranno poi a un totale di 3,7 miliardi nel triennio 2017-2019. 
Entro 15 giorni Equitalia pubblicherà i moduli per la 'rottamazione'. Chi vi aderisce (entro 90 giorni dall’entrata in vigore delle norme) può scegliere se pagare l’importo dovuto in un’unica soluzione oppure in un massimo di quattro rate, anche con domiciliazione in banca. La terza rata va versata entro il 15 dicembre 2017. La quarta entro il 15 marzo 2018. 
La norma riguarda tutte le cartelle relative agli anni 2000-2015. Sarà possibile usufruire dello 'sconto' anche per l’Iva, con esclusione solo delle cartelle con imposta sull’import. E rimane da pagare anche l’aggio per il concessionario della riscossione.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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