Attacco DDoS, è effetto distruzione... e internet si può rompere di nuovo

24 ottobre 2016 ore 20:11, Lucia Bigozzi
Il "venerdì nero" del web. Spotify, Twitter, Netflix e AirBnB sono solo alcuni dei siti finiti in 'crisi' per quello che gli esperti non esitano a definire uno degli attacchi più importanti da quando il mondo naviga su internet. Venerdì 21 ottobre 2016 dunque entrerà nella storia ma non per una bella notizia o una scoperta rivoluzionaria. Tutti a caccia delle cause e a capire come può accadere una cosa del genere. C'è chi sostiene che nel caso in cui una parte considerevole di siti non risulti sicura, c'è il concreto rischio che quello che viene definito in gergo 'l'Internet delle Cose' ovvero tv, temorstati per la misurazione della temperatura e altri oggetti di casa, possa finire nuovamente nel mirino degli assalitori. E si teme che il tutto possa estendersi anche ad altre tipologie di oggetti, quali ad esempio, i veicoli. Secondo la lettura di diversi siti specializzati, vi sono ipotesi attorno alle quali il dibattito è aperto e che in un certo senso riconducono all'idea che alcuni oggetti tecnologici provenienti dala Cina non siano così sicuri da garantire l'immunità da attacchi 'virali'. Videocamere ad esempio, montate sulle smart  TV. 

Attacco DDoS, è effetto distruzione... e internet si può rompere di nuovo
Non è un caso che dopo il 'venerdì nero' dell'attacco sul web, la società cinese XiongMai Technologies (secondo quanto riporta L'International Business Times)
avrebbe confermato nel corso di un'intervista rilasciata alla Cnn, che alcuni dei prodotti di propria fabbricazione tra i quali videocamere di sorveglianza,  sarebbero stati penalizzati dal software Mirai, lo stesso usato dagli hacker di turno a caccia per il mondo di dispositivi tecnologici con scarsa barriera di protezine da colpire attraverso l'attacco informatico. Infine, altra caratteristica da annotare osservando le modalità esecutive dell'attacco è il fatto che non è stato un attacco finalizzato a rubare informazioni riservate o private. Niente di tutto questo, piuttosto un assalto messo in atto per danneggiare, mettere fuori uso un server e dunque un servizio di cui le persone possono usufruire. In pratica il Distributed Denial of Service, meglio conosciuto tra gli addetti ai lavori anche come DDoS, è particolarmente devastante perchè punta a mettere fuori uso ciò una comunità usa quotidianamente. 
autore / Lucia Bigozzi
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