Mazzette su pratiche inesistenti: funzionaria della Prefettura in manette

24 ottobre 2016 ore 16:36, Americo Mascarucci
Concussione, questa la grave accusa mossa nei confronti di una dipendente della Prefettura di Lucca finita agli arresti domiciliari. 
Sarebbe stata sorpresa a riscuotere una mazzetta.
Le indagini avrebbero preso le mosse dalla segnalazione di una donna che si era recata dai Carabinieri riferendo di essere stata contattata da una presunta impiegata della Prefettura di Lucca che le aveva richiesto la consegna di 500 euro in contanti al fine di far sparire una pratica che la riguardava e che era stata avviata per un supposto possesso da parte della stessa di sostanze stupefacenti.
I carabinieri hanno svolto accertamenti riscontrando che la donna che aveva contattato la vittima era effettivamente una dipendente della Prefettura.
I carabinieri hanno quindi fatto scattare la trappola.
Mazzette su pratiche inesistenti: funzionaria della Prefettura in manette
La vittima ha finto di stare al gioco e quando l'impiegata della Prefettura l'ha ricontattata ha accettato di incontrarla presso un locale pubblico di Lucca: la dipendente avrebbe pure specificato che sarebbe stata accettata anche solo una parte della cifra pattuita. 
Nel tardo pomeriggio dello scorso lunedì ha quindi avuto luogo l’incontro durante il quale la vittima ha consegnato alla donna una busta contenente 280 euro in contanti sotto il controllo dei carabinieri che sono intervenuti bloccando l'impiegata.

Gli ulteriori accertamenti avrebbero poi confermato i sospetti, ossia che in realtà l’impiegata avrebbe millantato di poter far sparire una pratica inesistente. 
La donna è agli arresti domiciliari ed ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia presso il Tribunale di Lucca al termine del quale l'arresto è stato convalidato.
"Non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte dell'autorità giudiziaria", spiega il vicario del prefetto di Lucca Francesco Fabio Marzano, confermando però che venerdì scorso i carabinieri si sono presentati a palazzo Ducale per eseguire alcuni accertamenti sul computer della dipendente. 

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