Antibiotici, questi sconosciuti e abusati: Halloween-SPOT Vs gli errori

24 ottobre 2016 ore 21:03, Micaela Del Monte
Ricky Tognazzi e SITA, Società Italiana Terapia Antinfettiva, esordiscono insieme contro la disinformazione sugli antibiotici con una campagna di sensibilizzazione sull’incombente pericolo dei superbatteri, i batteri in grado di resistere a tutti o quasi gli antibiotici disponibili. Ricky Tognazzi è il testimonial dell’iniziativa, che è stata presentata oggi a Roma e realizzata anche grazie a un’erogazione di Merck & Co. tramite MSD. Nello spot girato per il web "Il supervampiro" l’attore è appunto un supervampiro che irrompe tra gli abitanti di un villaggio che si erano liberati dei vampiri ma poi avevano abusato del rimedio.

Lo spot è stato realizzato per richiamare l’attenzione della popolazione sul valore degli antibiotici e l’importanza di usare bene questi farmaci che hanno salvato milioni di vite per preservarne l’efficacia. "Il vero rischio infatti – dice Mario Marazziti, presidente della XII Commissione ‘Affari Sociali’ della Camera dei Deputati – è quello di tornare a un’era pre-antibiotici. Uno scenario inquietante. Bisogna intervenire. Subito". "Per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è necessario un approccio multi settoriale, in grado di coordinare all’interno di un unico piano strategico tutte le iniziative mirate alla riduzione e all’utilizzo responsabile di antibiotici, sia per uso umano che veterinario – sottolinea Mario Melazzini, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFa) – Nell’ambito della messa a punto del Piano Nazionale per il Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza l’AIFa partecipa ai gruppi che si stanno occupando di comunicazione e informazione, di uso corretto degli antibiotici e di ricerca e sperimentazione, con l’obiettivo di aumentare il livello di consapevolezza sull’antimicrobico-resistenza".

Antibiotici, questi sconosciuti e abusati: Halloween-SPOT Vs gli errori
Entro il 2050, le infezioni resistenti agli antibiotici potrebbero essere la prima causa di morte al mondo, con un tributo annuo di oltre 10 milioni di vite, più del numero dei decessi attuali per cancro. "Ci rivolgiamo direttamente a tutti i cittadini perché sono loro i principali fruitori degli antibiotici e devono sapere che questi farmaci rischiano di perdere la loro efficacia – afferma Claudio Viscoli, presidente SITA – Gli antibiotici sono gli unici farmaci il cui cattivo uso si riflette sulle generazioni future e devono essere assunti al dosaggio giusto, per il tempo giusto e allo scopo di curare le infezioni batteriche e non quelle virali".

Assumere antibiotici senza prescrizione del medico, ridurre o aumentare la dose, interrompere la terapia prescritta, utilizzarli contro raffreddore e influenza, sono errori che favoriscono la selezione di batteri resistenti in grado di causare infezioni non curabili con le terapie antibiotiche disponibili. "La resistenza microbica è effettivamente un problema globale e l’Italia è uno dei Paesi più esposti. Ci sono delle situazioni con infezioni da batteri che non rispondono più ad alcun antibiotico – afferma Ercole Concia, direttore della Divisione Clinicizzata di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – Negli ospedali italiani il 45% dei ricoverati viene trattato con antibiotici, mentre un comportamento virtuoso dovrebbe collocare quest’uso fra il 25 e il 30%. Spesso è anche il paziente che si auto-prescrive antibiotici o magari li ha in giacenza dalla precedente infezione".

Come vincere la minaccia dei superbatteri? "Gli ambiti d’intervento sono tre: la ricerca di nuove opportunità terapeutiche, le misure finalizzate al controllo epidemiologico della trasmissione dei patogeni multi resistenti, accomunabili nel termine ‘infection control’ e, strettamente correlato alla seconda, il contenimento dell’uso incongruo degli antibiotici, ossia la antimicrobial stewardship" afferma Pierluigi Viale, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’AOU Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Fondamentali, come indicano tutti i documenti degli organismi internazionali, anche il rilancio della pratica vaccinale, in preoccupante calo, e l’uso consapevole degli antibiotici anche negli animali, secondo l’approccio One Health, vale a dire una nuova visione della salute umana e della salute animale, intese come ‘salute unica’.


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