Napoli-Corcolle, le piazze che fanno scandalo. Una compresa, l'altra condannata come da ipocrisie italiane

24 settembre 2014 ore 10:16, Americo Mascarucci
Napoli-Corcolle, le piazze che fanno scandalo. Una compresa, l'altra condannata come da ipocrisie italiane
Strano paese l’Italia, nessuno si indigna se a Napoli un intero quartiere scende in piazza contro le forze dell’ordine che con fatica cercano di garantire la legalità nel regno della camorra e poi si scandalizza se a Roma, a Torpignattara o a Corcolle, i cittadini protestano contro gli immigrati. A Torpignattara un pakistano è stato ucciso da un diciassettenne, il quale ha reagito con troppa violenza alle sue provocazioni dopo essersi beccato degli sputi in faccia.
Il pakistano ci ha rimesso la vita perché, a leggere le cronache, il diciassettenne avrebbe esagerato con i pugni fino a farlo secco. Il ragazzo adesso sta in galera e giustamente dovrà rispondere di omicidio. Nessuno, ci mancherebbe altro, vuole giustificare un omicidio o cercare attenuanti all’uccisione del pakistano. La vita è sacra, sempre, anche quella del peggiore criminale, e non è un caso che tutti ci dichiariamo contrari alla pena di morte. Premesso ciò, non si possono condividere le accuse di razzismo che alcuni telegiornali, in testa a tutti il Tg3 di Bianca Berlinguer, hanno rivolto all’indirizzo degli abitanti di Torpignattara che sono scesi in piazza per solidarizzare con il diciassettenne e non con il pakistano morto. Quelle manifestazioni sono state inopportune e sbagliate, su questo non c’è dubbio, eppure la rabbia dei cittadini non può certo essere condannata a prescindere, né derubricata con  superficialità come esempio di razzismo. Una signora intervistata ai microfoni dei tg, una cittadina comune, non certo una pericolosa criminale che va in giro a pestare gli immigrati, ha ben descritto la situazione del quartiere, con gli extracomunitari che si bucano per strada in mezzo alla gente, gettando le siringhe a terra o addirittura addosso ai passanti o in mezzo ai sacchi dell’immondizia con il rischio che gli operatori della nettezza urbana o i residenti che vanno a gettare i rifiuti, possano infettarsi. Non solo, urinano in pubblico, ovunque, addosso ai muri o sui marciapiedi, fregandosene di donne e bambini che passano, mostrando gli attributi alle signore in segno di sfida, sono perennemente ubriachi, deridono e insultano la gente come avvenuto nei confronti del diciassettenne. I cittadini sono spaventati, sopportano, chiamano la Polizia, denunciano la situazione, cercano di non rispondere alle provocazioni, poi arriva il momento che il livello di sopportazione supera la soglia di tolleranza e purtroppo ci scappa il morto. E allora? E’ razzismo questo? Lo ripetiamo, il ragazzo non ha giustificazioni, ma se ad essere ucciso fosse stato lui ad opera del pakistano, di che avranno parlato? Dell’ennesima vittima della delinquenza extracomunitaria. Per non parlare del caso di Corcolle dove da tempo gruppi organizzati di immigrati si divertono a prendere di mira gli autobus, lanciando pietre contro i vetri delle vetture. L’ultimo episodio alcune sere fa, a guidare il mezzo c’era una ragazza, una precaria come tante, che per puro miracolo è riuscita a mantenere il controllo del bus evitando di finire fuori strada dopo essersi vista arrivare una sassata in faccia. Però guai a reagire, se qualcuno magari scende dal pullman, raggiunge uno di questi immigrati e lo gonfia di botte, è razzista come lo sono i cittadini di Torpignattara che, pur non esultando per la morte del pakistano, hanno fatto capire a chiare lettere che questo rischia di non essere, né il primo, né l’ultimo caso di “giustizia fai da te!!!”. Invochiamo l’intervento delle forze dell’ordine, salvo poi puntare il dito contro polizia e carabinieri se per caso, inseguendo tre ragazzi a bordo di uno scooter che hanno forzato un posto di blocco scappando a velocità elevata, sparano e ne uccidono uno. “Poverino, era un bambino, un bravo ragazzo, un innocente! ” Un bravo ragazzo che alle due di notte girava con dei pregiudicati nel quartiere più malfamato di Napoli, scappando all’alt dei carabinieri. I poliziotti e i carabinieri sono assassini, i cittadini che protestano contro la delinquenza degli immigrati sono razzisti, lo Stato non c’è mai, ma quando c’è sbaglia. E i telegiornali traboccano di ipocrisia politicamente corretta. In una sola parola, questa è l’Italia!
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