Cassazione, è "diritto alla salute" curare un latitante. Medici assolti

24 settembre 2015, intelligo
Cassazione, è 'diritto alla salute' curare un latitante. Medici assolti
Assolti. Così la Cassazione ha messo la parola fine al procedimento contro due medici campani che curarono un latitante camorrista rimasto ferito in un conflitto a fuoco con esponenti di una banda rivale. I medici, secondo l’accusa, l’avrebbero curato senza denunciarlo alle autorità giudiziare e senza redigere un referto. Non solo: il camorrista sarebbe stato operato direttamente nella sua abitazione. 

Per i giudici della Cassazione il diritto alla salute viene prima delle esigenze della giustizia. Per questo sono state annullate le precedenti condanne per favoreggiamento nei confronti dei due professionisti sanitari. 

In particolare, secondo la Cassazione, “nell'intersecarsi di esigenze tutte costituzionalmente correlate (il diritto alla salute per un verso, cui si contrappone l'interesse pubblico sotteso ad un puntuale esercizio dell'attività di amministrazione della giustizia ed all'accertamento di fatti penalmente sanzionati), i valori legati alla integrità fisica rendono necessariamente recessivi quelli contrapposti e finiscono per imporre comunque l'intervento sanitario”. Così la Suprema Corte ha annullato senza rinvio le condanne in primo grado inflitte dal Tribunale di Torre Annunziata e successivamente confermate dalla Corte di Appello di Napoli a carico dei due medici. 

La sentenza della Cassazione è stata depositata oggi e in uno dei passaggi si precisa che “non vi è dubbio” sulla “consapevolezza in capo agli imputati della situazione di illegalità in cui versava il paziente destinatario delle cure richieste”, tuttavia questa circostanza “definisce, con ancora maggiore chiarezza, l'immediatezza e la non procrastinabilità delle cure mediche da prestare”. 

Un verdetto destinato a far discutere. 

LuBi
autore / intelligo
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