Confalonieri in carcere da Dell'Utri: "Lui come Contrada, liberatelo"

24 settembre 2015, Luca Lippi
Confalonieri in carcere da Dell'Utri: 'Lui come Contrada, liberatelo'
Dopo quattro ore di camera di consiglio l’8 maggio 2014 La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti dell'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. "Per diciotto anni, dal 1974 al 1992, Marcello Dell'Utri è stato garante dell'accordo tra Berlusconi e Cosa nostra", aveva sostenuto il pg Galasso davanti alla Corte. "In quel lasso di tempo", aveva osservato il pg, "siamo in presenza di un reato permanente".

Questa in sintesi la vicenda che ha procurato la reclusione nel carcere di Parma di Marcello Dell’Utri che, però, non è stato dimenticato dagli amici come spesso accade in queste situazioni.

"Marcello, che finora si sentiva un carcerato, adesso si sente un sequestrato". Lo dice uno degli amici che non lo ha abbandonato, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, che è stato a trovare Dell'Utri nel carcere di Parma, dove è detenuto. Un incontro che "è stato diverso rispetto ai precedenti". 

La "nuova condizione mentale", spiega Confalonieri, è dovuta al "caso Contrada" e alla sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto ingiusta la condanna comminata dalla giustizia italiana all'uomo del Sisde per concorso esterno in associazione mafiosa. "Anche per Marcello è così - a suo avviso - anche lui ha subito una condanna per fatti antecedenti all'introduzione della norma".

Per chi non fosse sufficientemente informato, Bruno Contrada, secondo la Corte europea dei diritti umani, non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché all’epoca dei fatti il reato non era sufficientemente chiaro.

"Perciò - aggiunge - va fatta giustizia. E mi auguro che il suo caso venga affrontato senza guardare a Dell'Utri come all'amico di Silvio Berlusconi, come al politico. Qui non c'entrano le toghe rosse, non c'entra la politica. Anzi, la polemica politica deve restare fuori da questa storia: questo è un caso di giustizia che va risolto il prima possibile".

"Marcello - dice Confalonieri - ha appena compiuto 74 anni, è rinchiuso da 18 mesi, ha perso 15 chili... No, non si abbatte, si fa le sue due ore d'aria, si è occupato della biblioteca interna... Per lui i libri sono come per me il pianoforte... Si è iscritto anche all'università: il mese prossimo darà l'esame di storia medievale... Insomma, si fa forza. Ma adesso, con questa sentenza, è cambiato tutto e ho capito che ha bisogno di sostegno".

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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