Profughi-volontari al lavoro, c'è il sì dei Comuni

24 settembre 2015, Luca Lippi
Profughi-volontari al lavoro, c'è il sì dei Comuni
Siamo alla svolta riguardo l’impiego dei migranti? In Toscana c’è già stato un impegno a non far inebetire nelle strutture di accoglienza i migranti in attesa che gli venga riconosciuto uno status, è capitale umano che può essere valorizzato sia per chi accoglie sia per chi ha necessità di essere accolto.

Ora anche l’Emilia Romagna in collaborazione con Anci, Prefettura di Bologna il mondo del terzo settore e i sindacati, hanno raggiunto un accordo in cui chi è in una struttura di seconda accoglienza da almeno tre mesi può svolgere attività di volontariato.     
Le sinergie si coordinano; da una parte i Comuni con le associazioni, le organizzazioni di volontariato e le cooperative sociali, che individuano le attività di volontariato che possono essere svolte dai cittadini stranieri. Dall’altra c’è l’impegno della Regione Emilia-Romagna (stanziamento di 100.000 euro) per coprire le spese assicurative dei migranti.  La Prefettura provvederà a comunicare alle strutture di accoglienza quali sono i progetti attivi e quanti i posti disponibili. 

I richiedenti asilo, dopo tre mesi di permanenza nel centro di seconda accoglienza, possono infatti iscriversi all’anagrafe. Oggi in Emilia-Romagna le persone accolte sono 5.208. Nel capoluogo i richiedenti asilo sono 1.336 e, in linea con il protocollo, il Comune di Bologna nei prossimi giorni pubblicherà un bando per quanti vorranno presentare progetti di volontariato per i migranti. “Saranno messi a disposizione 10.000 mila euro per le spese vive, per l’acquisto del materiale occorrente e per il trasporto dei volontari”, annuncia Amelia Frascaroli, assessore comunale al Welfare e firmataria per l’Anci del protocollo.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]