Francia, fuoco amico su Valls: le dimissioni dell'ex massone che sgombera i rom

25 agosto 2014 ore 10:38, Adriano Scianca
Francia, fuoco amico su Valls: le dimissioni dell'ex massone che sgombera i rom
È un fuoco amico quello che ha portato stamattina il premier francese Manuel Valls a presentare le dimissioni, in vista di un rimpasto i cui contorni verranno svelati domani. Il colpo di scena avviene infatti a poche ore dagli attacchi alla linea del governo da parte del ministro dell'Economia Arnaud Montebourg e di quello dell'Educazione Benoît Hamon. Dopo che i due esponenti dell'esecutivo avevano chiesto un cambio di rotta nella gestione dell'economia, sottolineando la necessità di dare la priorità all'uscita dalla crisi piuttosto che alla riduzione del deficit, dall'entourage del primo ministro era arrivato l'annuncio che “una linea rossa è stata superata”. Ora Hollande ha chiesto a Valls di “comporre un nuovo governo” e di farlo “in coerenza con gli orientamenti che egli stesso definisce per il nostro paese”. Il gesto a effetto è comunque tipico del carattere di Valls, che nella sinistra francese ha la fama del “duro”. Nato il 13 agosto del 1962, a Barcellona, Valls è figlio del pittore catalano Xavier Valls e dell'insegnante ticinese Luisangela Galfetti. Residente in Francia da sempre, ha acquisito la cittadinanza solo nel 1982. Parla correntemente catalano, spagnolo, francese, italiano. Entrato nel Partito socialista a 17 anni, nel 1980, è stato sindaco di Évry dal 2001 al 2012, vicesindaco di Argenteuil dal 1989 al 1998 e deputato della prima circoscrizione dell'Essonne dal 2002. Inoltre ha ricoperto la carica di consigliere regionale dell'Île-de-France dal 1986 al 2002. Da sempre vicino a François Hollande, è stato prima suo ministro degli Interni e poi, dopo le dimissioni di Jean-Marc Ayrault, primo ministro. La sua nomina è stata conseguenza del drastico calo di popolarità di Hollande e del precedente esecutivo, dovuto in parte alla crisi economica e in parte alle feroci proteste contro la legge Taubira sul matrimonio e l'adozione per le coppie omosessuali. La scelta di Valls è apparsa inoltre a molti come un tentativo, da parte di Hollande, di contrastare l'ascesa del Front national. Acerrimo nemico di Marine Le Pen, non di meno il primo ministro francese è stato anche accusato in prima persona di… razzismo a causa delle sue posizioni securitarie. Il Mrap, Mouvement contre le racisme et pour l’amitié entre les peuples, ha infatti denunciato Valls per incitazione all’odio razziale in relazione alle sue parole contro i rom pronunciate il 24 settembre di un anno fa. Cosa aveva detto l'allora ministro dell’Interno di così terribile? Per esempio che “è illusorio pensare di risolvere il problema solo con l’integrazione”. Per Valls, “queste popolazioni hanno modi di vita estremamente differenti dai nostri”. Ma già in precedenza, l’esponente socialista aveva detto: “Gli occupanti degli accampamenti non augurano di integrarsi nel nostro paese per ragioni culturali o perché sono nelle mani di reti che si dedicano ad accattonaggio e prostituzione. Io condivido le parole del primo ministro romeno quando dice che ‘i rom hanno voglia di restare in Romania o di ritornarvi’”. Per Valls, quindi, “non c’è altra soluzione che smantellare progressivamente gli accampamenti e ricondurre queste persone alle frontiere”. Dichiarazioni forti, per un uomo di sinistra, ma che erano valse all'allora ministro una forte tenuta nel calo generale di popolarità degli esponenti del governo. Nominato primo ministro, Valls ha subito pesanti attacchi dalla destra. Emmanuel Ratier, da sempre attivo animatore culturale dell’ambiente identitario transalpino, ha pubblicato un corrosivo instant book dal titolo Le vrai visage de Manuel Valls (Ed. Facta), in cui ha tentato di svelare gli scheletri nell’armadio del nuovo presidente del consiglio escono allo scoperto. Come per esempio la sua passata iscrizione alla massoneria, o il fatto che il grande amico dello Stato di Israele sia stato solo pochi anni fa un feroce militante pro-Palestina.        
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