Sla: arriva la diagnosi precoce. Scoperta tutta made in Italy

25 agosto 2014 ore 16:09, Giuseppe Tetto
Sla: arriva la diagnosi precoce. Scoperta tutta made in Italy
Nel momento di maggior esposizione mediatica, grazie al tormentone web del #icebucketchallenge, arriva un annuncio che è destinato a rivoluzionare il mondo dei malati di Sla: ora può essere identificata precocemente con un'accuratezza del 95%. La scoperta straordinaria, pubblicata sulla rivista Neurology, nasce dalla collaborazione fra Marco Pagani (ricercatore del Cnr di Roma), Adriano Chiò (direttore Centro Sla delle Molinette) e Angelina Cisaro (PeT Irmet Torino). "Questa tecnica permette di raggiungere un’accuratezza diagnostica del 95% e rappresenta un passo importante per lo sviluppo nella diagnosi precoce della malattia", spiega Marco Pagani. Il gruppo di ricerca italiano a dimostrato così per la prima volta la possibilità di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di tomografia ad emissione di positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al glucosio, utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare. "Finora la Sla – continua Pagani -  poteva essere diagnosticata esclusivamente attraverso l’indagine clinica e con il supporto di metodiche neurofisiologiche e pertanto richiedeva un lungo periodo di osservazione. L’accelerazione e la maggiore accuratezza della diagnosi di Sla sono fondamentali oltre che per la certezza di reclutare nei trial clinici pazienti con diagnosi confermata anche per lo sviluppo di nuove terapie e per l’identificazione di possibili familiarità sulle quali intervenire precocemente". Ecco come funziona  nello specifico la tecnica rivoluzionaria. La Fdg-Pet è una metodica diagnostica di medicina molecolare basata sulla somministrazione di un mezzo di contrasto radioattivo che permette di valutare il metabolismo in una certa regione confrontandolo con lo stato di normalità.  "Nella pratica clinica – spiega Pagani -  viene utilizzata nei tumori, nei quali la captazione delle regioni colpite è aumentata e nelle malattie neurodegenerative nelle quali è tipicamente diminuita. Mediante un algoritmo matematico è stato possibile identificare le aree cerebrali che presentano nei pazienti Sla l’alterazione funzionale caratteristica che li differenzia rispetto ai controlli. Queste regioni corticali e sottocorticali presentano sia ipo che ipercaptazione e quest’ultima, presente nei fasci nervosi che intercorrono tra le aree motorie e il midollo spinale, è assolutamente specifica della Sla". Nello studio sono stati coinvolti 195 pazienti afferenti al Centro Sla di Torino e studiati al Centro Pet Irmet, che sono stati confrontati con 40 soggetti con assenza di patologie del sistema nervoso centrale. "La serie di pazienti osservati è di gran lunga la più numerosa di qualunque altro studio di neuroimmagini effettuato finora nella Sla e questo rafforza l’affidabilità statistica e clinica dello studio", conclude il ricercatore dell’Istc-Cnr.
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