Nozze gay, il monito di Bagnasco e lo strano compromesso tra Ncd e Pd

25 agosto 2015, Americo Mascarucci
[Image:Left]Il presidente della Conferenza Episcopale italiana Angelo Bagnasco con un’intervista a "Radio Vaticana" è tornato a ribadire la netta chiusura dei vescovi ad ogni tentativo di equiparazione delle unioni civili alla famiglia naturale, quella cioè fondata sul matrimonio. 

Appare evidente come ormai nella Cei convivano due posizioni differenti, espresse rispettivamente dalle due principali figure di vertice; la linea dura del presidente Bagnasco e quella 'morbida' del segretario Nunzio Galantino, indirizzata a ricercare il dialogo con i fautori del disegno di legge Cirinnà sulle coppie di fatto, con l’obiettivo di raggiungere un compromesso per ottenere alla fine un testo il più possibile mitigato rispetto all’impianto originale che sembra portare ad un’autentica equiparazione. 

Galantino insomma, e con lui i vescovi di orientamento progressista, punterebbero al “male minore” con la consapevolezza di dover comunque dare risposte ai diritti delle unioni civili, etero e gay; i conservatori capitanati da Bagnasco non sembrerebbero invece intenzionati a derogare dalla difesa dei temi etici. Naturalmente l’intervento del presidente ha riacceso anche lo scontro nella maggioranza di Governo. 

Il Partito Democratico è deciso ad andare avanti ed approvare al più presto il ddl Cirinnà (indiscrezioni riferiscono però di un accordo informale fra Renzi e il Vaticano per far slittare la discussione del testo a fine anno evitando di sovrapporre la discussione parlamentare con il Sinodo sulla Famiglia che si aprirà ad ottobre), mentre da Alleanza Popolare sono tornati ad alzare le barricate. 
Gaetano Quagliarello ha proposto come punto di mediazione, di inserire nel ddl a chiare lettere, il divieto di ricorrere all’utero in affitto, al fine di scongiurare alla radice la possibilità delle adozioni per le coppie gay

Sul divieto della maternità surrogata c’è anche la disponibilità della componente cattolica del Pd, che sta inoltre lavorando ad una soluzione che consenta di superare il problema dell’equiparazione e ottenere così, se non proprio un’esplicita benedizione, quanto meno la non ostilità della Cei. Prove di dialogo quelle fra i cattolici del Pd e il Nuovo centrodestra che però non trovano molto favorevole la senatrice Cirinnà convinta di poter approvare il ddl anche senza il voto del partito di Alfano ma trovando sponda in Parlamento nel Movimento 5Stelle e nella componente liberal di Forza Italia. Dialogo sì ma senza snaturale i punti centrali del testo, ossia riconoscimento dei diritti sociali alle coppie di fatto con tanto di pensione di reversibilità e accesso alle adozioni per i figli di uno dei partner.

Insomma proprio i punti più indigesti a quelli dell’Ncd che sono sembrati rianimati dall’interventismo di Bagnasco. Anche se appare chiaro come in questo momento il 'potere contrattuale' a nome e per conto della Cei sembra averlo monsignor Galantino, se non altro in virtù del rapporto privilegiato con Papa Francesco. E’ lui insomma, e non Bagnasco, ad essere in contatto continuo con le stanze pontificie. Insomma, riuscirà la maggioranza di governo a non “divorziare” proprio sulla difesa della famiglia?

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