Campo Imperatore, nell'hotel dove fu prigioniero Mussolini. E ora torna Pingitore

25 agosto 2015, Adriano Scianca
Campo Imperatore, nell'hotel dove fu prigioniero Mussolini. E ora torna Pingitore
L'hotel Campo Imperatore, sul Gran Sasso, è una tappa importante per tutti gli appassionati di storia. Qui, infatti, dopo gli eventi del 25 luglio 1943, fu portato Benito Mussolini, fatto arrestare dal Re e tenuto prigioniero fino alla liberazione avvenuta per mano del commando tedesco che fece irruzione nella struttura qualche settimana dopo. Ne parliamo con Paolo, il gestore della struttura, che ancora oggi riceve migliaia di appassionati di storia.

Che tipo di turismo attira il vostro albergo? 

«Qui si è svolta una delle pagine più importanti della nostra storia recente, quindi abbiamo un un movimento di turismo per così dire “storico”, interessato a vedere i luoghi in cui è stato prigioniero Mussolini». 

Si tratta di un turismo politicizzato? 

«No, più che altro direi interessato alla storia, non c'è connotazione nostalgica. È normale che la nostra struttura attiri anche molte persone di destra, ma ce ne sono tante anche di sinistra». 

E cosa trova, il turista interessato alla storia, nella vostra struttura? 

«Diciamo che già l'albergo di per sé è un esempio di architettura razionalista. La realizzazione della struttura si inserisce in un più ampio progetto di sviluppo turistico e sportivo dell'Aquila e del suo comprensorio promosso dal fascismo a partire dagli anni trenta del XX secolo. Nel piano “nobile” dell'albergo ci sono affreschi e mosaici che permettono di rivivere quell'epoca. E poi ovviamente c'è la stanza in cui nel 1943 fu prigioniero Mussolini, con gli arredi originali». 

L'hotel è anche teatro di iniziative culturali particolari che richiamino quegli eventi? 

«Certo. Per esempio fino al 6 settembre, dopo il grande successo ottenuto nell'estate 2013 e in quella del 2014, torna lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Pierfrancesco Pingitore, dal titolo: “Operazione Quercia - Mussolini a Campo Imperatore” e il sequel dal titolo “Scacco al Duce”. Gli scorsi anni, nella platea del salone delle feste dell'hotel, si sono succedute personalità del mondo dello spettacolo e della cultura come Pippo Baudo, Giancarlo Magalli e Bruno Vespa». 

Cosa pensa delle proposte di abbattimento dell'obelisco Mussolini al Foro Italico? È giusto tutelare i luoghi della memoria, anche della memoria “scomoda”? 

«A me sembra una cosa inconcepibile. Sono cose che fanno parte della nostra storia, nel bene o nel male. Ognuno si farà l'idea che vuole su quell'epoca, ma la storia va tutelata. Mi sembrano proposte inopportune».

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